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31 dicembre 2014 3 31 /12 /dicembre /2014 13:34
       

LETTURA DI UN CLASSICO

 

Michel Foucault, L'ordine del discorso

Letture con Cristina Savi, Tiziano Moretti, Lorenzo Bonoli

 

7-21 ottobre 2014

>>> Dettagli

2014-2 Sartre-Foucault 29

CICLI & INCONTRI

 

Sensi del Silenzio

Nell'ambito del ciclo di conferenze, attività ed esposizioni previste dal 11 ottobre al 20 dicembre 2014

 

La SFSI organizza una conferenza con

 

Roberto Mancini

 

giovedì 23 ottobre 2014 

 

>>> Dettagli

 

CONFERENZE

 
 

DISCUTERE DI FILOSOFIA

 
 

PRESENTAZIONI

 

 

Brenno Bernardi, Jean Paul Sartre e la Svizzera

 

Bellinzona, martedì 2 dicembre 2014, ore 18.30

>>> Dettagli della serata

>>> Il volume

<<< LaRegioneTicino del 29.11.2014

 

Copertina

CAFE'-PHILO

 

Primavera

Scienza, credenza sapienza (Gianni Gentile)

Autorità (Virginio Pedroni)

Uomini e cose (Alessandra Spataro)

Animali (Tiziano Moretti)

 
  Autunno

Sorvegliare e punire (ricordando Foucault) (Brenno Bernardi)

Democrazia (il popolo ha sempre ragione) (Virginio Pedroni)

Il dono (azzeccato, sbagliato, avvelenato) (Guenda Bernegger)

>>> Programma Primavera & Autunno

>>> Locandina Autunno

 

 

 

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3 dicembre 2014 3 03 /12 /dicembre /2014 20:03

LaRegioneTicino del 29 novembre 2014

Grazie al celebre romanzo di Orwell, il 1984 è stato a lungo una data-simbolo del futuro: un futuro distopico, segnato dal totalitarismo e dalla dissoluzione della sfera privata, dal controllo sistematico degli individui e della comunicazione, dall'impoverimento della lingua e dalla fine del libero pensiero.  Per un curioso scherzo del destino la Società Filosofica della Svizzera Italiana - un'associazione volta a promuovere l'informazione, il dibattito e la riflessione filosofici alla quale possono liberamente aderire tutti gli interessati - ha scelto proprio il 1984 per venire al mondo. E, per una strana accelerazione della storia successiva, quell'anno che aveva a lungo simboleggiato il futuro sembra sprofondare in un passato remoto ora che ci volgiamo all’indietro per misurare il cammino percorso. Quando il 22 febbraio del 1984 la SFSI tenne la sua assemblea costitutiva al Liceo di Bellinzona in aula non c'erano né laptop né beamer. I partecipanti non avevano dovuto spegnere i cellulari perché nelle loro tasche c'erano solo i soliti vecchi oggetti: chiavi, portamonete, qualche foglio e quasi certamente una penna. E proprio con una penna - forse una stilografica - il verbalista deve aver annotato le decisioni prese prima di battere a macchina il testo definitivo. Possiamo immaginarlo anche mentre invia il documento ai soci della neonata associazione: lo fotocopia, lo imbusta, appiccica i francobolli, per poi affidarsi fiducioso alle PTT. Già, perché nel 1984 ci sono ancora le regie federali e nessuno sogna le comodità dell’e-mail. Internet è una realtà circoscritta sconosciuta ai più. Molte altre cose stanno per tramontare, mentre il nuovo è solo agli inizi. Anche la Svizzera italiana è sulla soglia di grandi trasformazioni. La galleria autostradale del S. Gottardo è aperta ormai da quattro anni e il Ticino sembra più vicino al resto della Svizzera. Al varco, però, lo attende la Lega che dagli anni ’90 modificherà progressivamente l’autocoscienza cantonale erigendo barriere ben più impenetrabili di quella alpina. Il territorio è ancora sprovvisto di istituzioni accademiche – l’USI  nascerà nel ‘96 – e alla gloria della filosofia provvedono soprattutto alcuni docenti liceali e della Scuola magistrale.  La SFSI è nata in questo “mondo di ieri”, un mondo in cui le idee e il sapere avevano un altro tipo di circolazione, la comunicazione seguiva altri ritmi e persino le parole “Filosofia” e “Svizzera italiana” avevano un significato diverso da quello attuale, perché in Ticino c’erano meno filosofi e, d’altra parte, ci sentivamo tutti più svizzeri. Si trattava di fare a Sud delle Alpi quel che nei cantoni universitari romandi e svizzero tedeschi accadeva da decenni - diffondere l’interesse per la filosofia - e di farlo allacciando i rapporti con la Società svizzera.  Per diversi anni la SFSI è rimasta l’unica voce filosofica istituzionale della Svizzera italiana e questo ha influito a lungo sulla sua attività. Abbiamo organizzato convegni e seminari per addetti ai lavori, ospitato simposi della Società Svizzera di Filosofia, promosso pubblicazioni e scambi fra ricercatori. D’altra parte però non siamo rimasti insensibili alle rivoluzioni nell’ambito del sapere e della comunicazione e alle trasformazioni del contesto locale. Così l’attenzione per il pubblico di non specialisti è andata rafforzandosi e, nell’ultimo decennio, ha finito per divenire prioritaria.  Oggi l’attività della SFSI di maggior richiamo è ormai il Café Philo: una pratica filosofica collettiva nata in Francia negli anni ’90, che si è diffusa un po’ ovunque. Seduti attorno a un tavolo, i convenuti si interrogano sulle incertezze del presente e dibattono le grandi questioni filosofiche poste dalla vita quotidiana. E forse non è un caso che sempre più spesso a suscitare le discussioni più accese siano temi che avrebbero appassionato Orwell. Perché definitivamente passato è il 1984 storico, non quello immaginato dal romanziere britannico. Ed anche per questo è bene che la Società Filosofica continui ad esistere. 
C. Savi
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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 08:15

La Società filosofica della Svizzera italiana (SFSI), è stata fondata a Bellinzona nel 1984 e da allora è attiva in Ticino nel diffondere la cultura filosofica attraverso conferenze, simposi, incontri e pubblicazioni, nella convinzione che un’ampia diffusione di idee, atteggiamenti e interrogativi filosofici rimanga decisiva per lo sviluppo equilibrato di ogni collettività, e a maggior ragione di una piccola collettività, legata a un territorio ristretto quale è la Svizzera italiana.

Promuovendo la pubblicazione del volume su Sartre e la Svizzera la SFSI ha voluto, tra l’altro, fornire un contributo alla ricostruzione della storia culturale del nostro Paese ed è dunque particolarmente orgogliosa di festeggiare il proprio trentennale in concomitanza con la presentazione del volume:

Jean-Paul Sartre e la Svizzera

di Brenno Bernardi

(Giampiero Casagrande Editore, Milano-Lugano 2014)

Copertina

Martedì 2 dicembre 2014, ore 18.30

Liceo Cantonale di Bellinzona

Interverranno: Brenno Bernardi, Orazio Martinetti, Gianfranco Soldati (Unifversità di Friburgo)

              

in collaborazione con il Liceo Cantonale di Bellinzona

Il libro

Jean-Paul Sartre (1905-1980) è stato una delle figure più emblematiche della cultura del Novecento, che con la sua personalità e la sua opera rimane oggi un punto di riferimento di rilievo. Il suo pensiero complesso e coinvolgente, e la sua azione sono presentati in questo volume attraverso documenti e ricostruzioni originali che potranno risultare preziosi tanto per gli studiosi dell’opera del grande filosofo, quanto per coloro che siano in generale interessati al suo impegno di intellettuale nella società, esplorato in alcuni momenti di storia culturale e politica elvetica del ventennio che seguì la Seconda guerra mondiale.

Nella prima parte, Rapporti di Jean-Paul Sartre con la Svizzera, Brenno Bernardi mette in risalto i molteplici legami di Sartre con questo Paese: dai viaggi insieme a Simone de Beauvoir in occasione di conferenze, al tentativo compiuto da Bertrand Russell nel 1966 di organizzare in Svizzera una sessione del Tribunale internazionale dei crimini di guerra, da lui fondato per indagare i crimini compiuti dagli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, di cui Sartre era allora presidente esecutivo.

Nella seconda parte, Jean-Paul Sartre. Le vie della filosofia, sono pubblicati gli interventi tenuti a Lugano durante un ciclo di tre conferenze organizzate dalla Società Filosofica della Svizzera Italiana, per celebrare il centenario della nascita del filosofo. I contributi di Giovanni Invitto, Pierre Verstraeten e Gabriella Farina, introdotti da un’indagine sul concetto sartriano di filosofia, sono dedicati rispettivamente ai temi dell’ateismo, della libertà e dell’immaginazione letteraria in Sartre.

 

L'autore

Brenno Bernardi ha compiuto gli studi di filosofia all’Università di Friburgo conseguendo il dottorato con la tesi “Studio sul significato di ‘esse’ ‘forma’ ‘essentia’ nel primo libro dello Scriptum in libros Sententiarum di San Tommaso d’Aquino” (Peter Lang, Berna 1984), una ricerca sul vocabolario dell’essere del pensatore medievale. Dal 1970 al 2010 è stato docente di filosofia nei licei di Lugano e di Bellinzona. È membro del comitato della Società Filosofica della Svizzera Italiana. Ha pubblicato Annotazioni per un’educazione alla filosofia nei licei su “Studia philosophica” (Schwabe, Basilea, 2006). Su Sartre e la Svizzera nel 2009 e 2010 ha tenuto conferenze a Ginevra, Neuchâtel e La Chaux-de-Fonds.    

I relatori

Orazio Martinetti, è storico, giornalista RSI (Rete Due) e collabora a giornali e riviste in Ticino. Tra le sue pubblicazioni citiamo: Fare il Ticino. Economia e società tra Otto e Novecento, Locarno 2013; La matrigna e il monello.Confederazione e Ticino tra dialoghi e silenzi, Locarno 2001; Tiri mancini, Lugano, 1991; Minatori, terrazzieri e ordine pubblico: per una storia sociale delle grandi opere ferroviarie ticinesi: 1872-1882, Bellinzona 1983.

 

Gianfranco Soldati, è docente ordinario di filosofia contemporanea all’Università di Friburgo dal 2000. Ha compiuto i suoi studi a Ginevra, Berlino, Stanfort e Tübingen. I suoi interessi filosofici vanno dalla fenomenologia, alla teoria della conoscenza, alla filosofia dello spirito. Ha svolto ricerche, tra l’altro, sulla teoria della conoscenza di sé e sull’analisi filosofica dell’esperienza. Ha pubblicato: The epistemological Basis of Subjectivity, Habilitationsschrift, Universität Tübingen, 1998; Bedeutung und psychischer Gehalt. Zur sprachanalytischen Kritik von Husserls früher Phänomenologie, Paderborn, 1994; con Manfred Frank, Wittgenstein, Literat, Philosoph, Pfullingen,1989; ha curato, European Review of Philosophy, 1, Philosophy of Mind, Stanford, CSLI Press, 1994. Tra i numerosi articoli citiamo: Brentano on Self-Knowledge, in Uriah Kriegel, Routledge Handbook of Brentano and the Brentano School, 2014; Elements of a Phenomenological Theory of Perception, in Rivista di Filosofia, 3/2013, pp. 461-484; Prospects of a Deflationary Theory of Self-Knowledge, in Anton Hügli (red.), Anita Horn, et. al. (eds.), Die anthropologische Wende, Studia philosophica (72), Basel, Schwabe, 2013; Direct Realism and Immediate Justification, in Proceedings of the Aristotelian Society, Vol CXII, 2012, pp.29-44; Epistemology, in Routledge Companion to Phenomenology, edited by Sebastian Luft and Søren Overgaard, 2011; Le rôle du corps dans la conscience d'autrui in Studia Philosophica, Vol. 62, 2003, pp.105-111; Il ruolo della coscienza e della soggettività nell'applicazione di una regola, in Quaderni della Biblioteca Cantonale di Locarno, I/2002, pp.47-59; Subjectivité dans la pensée et dans le langage, in Freiburger Zeitschrift für Philosophie und Theologie, Vol. 49, 2002, pp.33-48; Emozione e Ragione, in Cenobio, Vol. 47, 1998, pp.319-335.

 

>>> LaRegioneTicino 29.11.2014

>>> Note bio-bibliografiche

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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 08:15

Jean-Paul Sartre

(Parigi 1905-1980), figura emblematica della cultura del Novecento, iniziò negli anni Trenta la sua attività di scrittore e di filosofo, strettamente legata, soprattutto a partire dal dopoguerra, all’interesse per la politica con la fondazione della rivista “Les Temps Modernes” nel 1945. Da allora fu tra i massimi rappresentanti dell’impegno dell’intellettuale nella società. Nel suo esordio sulla scena culturale si dedicò contemporaneamente alla composizione di una serie di saggi di filosofia fenomenologica, da L’imagination (1936) a L’Imaginaire (1940), e alla stesura di un romanzo filosofico, La Nausée (1938), che gli diede grande fama. Durante la guerra Sartre pubblicò la magistrale sintesi L’Être et le Néant (1943), in cui sviluppò sistematicamente la sua ontologia dualista e la sua concezione tragica dell’esistenza umana.
Nei testi teatrali Les Mouches (1943) e Huis clos (1944) espresse alcune delle acquisizioni raggiunte, come l’assoluto della libertà nell’uomo e l’irrisolvibilità del rapporto intersoggettivo.
L’esperienza della guerra segnò profondamente il suo pensiero filosofico: la dimensione morale e politica dell’esistenza divenne la tematica costante e distintiva della sua opera. Significative, per l’ampia divulgazione che ebbero, furono le posizioni da lui espresse nella conferenza L’Existentialisme est un humanisme (1945). Negli anni successivi, contrassegnati da un’intensissima attività di scrittore, Sartre si avvicinò al comunismo e la sua riflessione si spostò sul rapporto fra esistenzialismo e marxismo, tema a cui è dedicata la Critique de la raison dialectique (1960); egli tuttavia condannò l’intervento dell’Unione Sovietica in Ungheria nel 1956 e si staccò dal Partito comunista francese. Continuò a coltivare i suoi interessi e le sue ricerche letterarie con la pubblicazione dell’opera autobiografica Les Mots (1963) e del monumentale studio su Flaubert L’Idiot de la famille (1971-1972). Grande discussione suscitò la sua scelta di rifiutare il Premio Nobel per la Letteratura, che gli era stato conferito nel 1964.

Brenno Bernardi

ha compiuto gli studi di filosofia all’Università di Friburgo conseguendo il dottorato con la tesi Studio sul significato di ‘esse’ ‘forma’ ‘essentia’ nel primo libro dello “Scriptum in libros Sententiarum” di San Tommaso d’Aquino (Peter Lang, Berna, 1984), una ricerca sul vocabolario dell’essere del pensatore medievale. Dal 1970 al 2010 è stato docente di filosofia nei licei di Lugano e di Bellinzona. È stato il primo presidente della Società Filosofica della Svizzera Italiana (1984 - 1985) ed è tutt'ora membro di comitato. Ha pubblicato Annotazioni per un’educazione alla filosofia nei licei su “Studia philosophica” (Schwabe, Basilea, 2006). Su Sartre e la Svizzera nel 2009 e 2010 ha tenuto conferenze a Ginevra, Neuchâtel e La Chaux-de-Fonds.

 

Sartre-Jean-Paul  Brenno Bernardi

 

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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 08:15

Un volume dedicato a Sartre

per festeggiare trent'anni di filosofia nella Svizzera italiana

Logo 22

Fondata a Bellinzona nel 1984, la Società Filosofica della Svizzera Italiana compie trent’anni.

E per l’occasione è lieta di poter presentare ai propri soci e a tutti gli interessati il volume di Brenno Bernardi, preciso nella ricostruzione storica, generoso nella riproduzione di fonti e materiali originali, ricco di spunti interpretativi.

Un libro, speriamo, che potrà risultare stimolante da più punti di vista: per gli studiosi di Sartre, ma anche per chi desideri avvicinarsi al pensatore francese per la prima volta e per chi sia in generale interessato alla storia politico-culturale elvetica del secondo dopoguerra.

Jean-Paul Sartre e la Svizzera

di Brenno Bernardi

(Giampiero Casagrande Editore, Milano-Lugano 2014)

Copertina

Il volume

Jean-Paul Sartre, il suo pensiero complesso e coinvolgente, e la sua azione sono presentati in questo volume attraverso documenti e ricostruzioni originali che potranno risultare preziosi tanto per gli studiosi dell’opera del grande filosofo, quanto per coloro che siano in generale interessati al suo impegno di intellettuale nella società, esplorato in alcuni momenti di storia culturale e politica elvetica del ventennio che seguì la Seconda guerra mondiale. 

Nella prima parte, Rapporti di Jean-Paul Sartre con la Svizzera, Brenno Bernardi mette in risalto i molteplici legami di Sartre con questo Paese: dai viaggi insieme a Simone de Beauvoir in occasione di conferenze, al tentativo compiuto da Bertrand Russell nel 1966 di organizzare in Svizzera una sessione del Tribunale internazionale dei crimini di guerra, da lui fondato per indagare i crimini compiuti dagli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, di cui Sartre era allora presidente esecutivo. 

Nella seconda parte, Jean-Paul Sartre. Le vie della filosofia, curata da Brenno Bernardi, sono pubblicati gli interventi tenuti a Lugano durante un ciclo di conferenze organizzate dalla Società Filosofica della Svizzera Italiana in collaborazione con la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, per celebrare il centenario della nascita del filosofo.I contributi di Giovanni Invitto, Pierre Verstraeten e Gabriella Farina, introdotti da un’indagine sul concetto sartriano di filosofia, sono dedicati rispettivamente ai temi dell’ateismo, della libertà e dell’immaginazione letteraria in Sartre.

 

Indice

Rapporti di Jean-Paul Sartre con la Svizzera

- Introduzione

- La visita di J.-P. Sartre e di Simone de Beauvoir in Svizzera nel 1946

- Intervista di J.-P. Sartre per i suoi cinquant'anni, Radio Svizzera Romanda, 21 giugno 1955

- le conferenze di J.-P. Sartre in Romandia del 10 dicembre 1959

- J.-P. Sartre e il Tribunale Internazionale per i crimini di guerra in Vietnam

- Bertrand Russel, il Tribunale internazionale per i crimini di guerra e l'autorità federale svizzera

- L'espulsione dalla Svizzera dell'editore Freddy Nils Andersson e la dichiarazione di J.-P. Sartre e di Simone de Beauvoir

  (1 dicembre 1966)

- Bibliografia

- DOCUMENTI FUORI TESTO

Jean-Paul Sartre. Le vie della filosofia

- Atti del ciclo di conferenze per i cento anni dalla nascita di J.-P. Sartre:   

- GIOVANNI INVITTO Sartre: Dio, fede, morale

- PIERRE VERSTRAETEN La liberté paradoxale de Sartre

- GABRIELLA FARINA L'esperienza teatrale di Sartre: speranze e illusioni.

- Indice dei nomi e dei luoghi

 

>>> Note bio-bibliografiche

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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 07:15

2014 Laregione

            >>> Vai all' "intervista"                                                              >>> Vai all' "Ospite"

 

 

<<< Presentazione del libro

<<< Attività 2014

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23 ottobre 2014 4 23 /10 /ottobre /2014 19:05

Del dire e del tacere. Forme e pratiche del silenzio in Età moderna

Conferenza di Roberto Mancini organizzata dalla SFSI nell'ambito del Ciclo Sensi del Silenzio

giovedì 23 ottobre 2014, Biblioteca cantonale di Bellinzona, ore 18.30

 

Roberto Mancini si occupa di storia moderna e delle sue dimensioni sociali; dal 2006 insegna Storia Comparata del Mediterraneo in Età Moderna e Contemporanea presso la sede italiana del Middlebury College e dal 2000 è responsabile dei programmi di ricerca di Storia Moderna e Contemporanea del Dipartimento di Italianistica all’Università degli Studi di Scutari.

E' autore di numerosi saggi e monografie, tra cui: La lingua degli dei. Il silenzio dal mondo antico al Rinascimento (2008); La trama del Tempo. Reti di saperi, autonomie culturali, tradizioni. Studi in onore di Sergio Bertelli (2005); I Guardiani della voce. Lo statuto della parola e del silenzio nell’Occidente medievale e moderno (2002).

 

La conferenza affronta il tema del silenzio nella cultura occidentale attraverso un filo storico che dal medioevo arriva fino ai nostri tempi, prendendo spunto dal tema della confessione come momento ritualizzato in cui il silenzio si tramuta in parola. Il prof. Mancini discute il passaggio dalla confessio oris alla confessione verbale inquisitoriale, analizzando le implicazioni che queste pratiche confessionali comportano nella gestione del fragile rapporto fra il silenzio e il linguaggio. Il prof. Mancini tratta anche la questione del silenzio non verbale e delle sue insidie politiche nella società di corte, in modo particolare attraverso il concetto di “dissimulazione”, e in relazione alle scienze fisiognomiche. Si parlerà inoltre dell’impossibile silenzio dei corpi e del silenzio imposto dalle leggi del potere (il “parlare per interposta persona”). Infine, la relazione convergerà verso la tematica del “principio di moderazione delle parole” includendo una riflessione sulle pedagogie silenziose.

 

>>> Locandina

>>> Opuscolo generale

>>> Attività 2014

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7 ottobre 2014 2 07 /10 /ottobre /2014 10:41
abc

L'ordine del discorso 

di  Michel Foucault

Gallimard, Paris 1971

(tr. it. di A. Fontana, Einaudi, Torino, 1972; 2004)

2014 Foucault ritratto

Ecco l’ipotesi che vorrei avanzare questa sera (…): suppongo che in ogni

società la produzione del discorso è insieme controllata, selezionata,

organizzata e distribuita tramite un certo numero di procedure che hanno la

funzione di scongiurarne i poteri e i pericoli, di padroneggiarne l’evento

aleatorio, di schivarne la pesante, temibile materialità.


È un programma filosofico radicale quello schizzato da Michel Foucault nella sua lezione inaugurale al Collège de France. Pronunciato il 2 dicembre del 1970 e pubblicato l’anno successivo, L’ordre du discours dischiude con inconsueta brevità l’orizzonte teorico delle grandi opere storiche del filosofo francese: dalla Storia della follia alla Storia della sessualità, da Le parole e le cose a Sorvegliare e punire. Con le sue ricerche empiriche – chiarisce il breve testo programmatico – Foucault non intende solo far valere un’istanza libertaria, attirare l’attenzione sui diversi e gli esclusi, criticare le nozioni di “uomo” e di “soggetto”, ma si prefigge di ripercorrere a ritroso l’intera tradizione filosofica per rimettere in questione la “volontà di verità” da cui è scaturita. 
2014 Foucault copertina

Per questo, dopo aver affrontato due monumenti del pensiero novecentesco – Essere e tempo di Martin Heidegger e il Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein – la SFSI ha deciso di dedicare un’edizione della rassegna “Lettura di un classico” a questo breve testo di Michel Foucault. 

 

Tre incontri animati da membri del comitato e aperti a tutti gli interessati proporranno tre differenti approcci al testo, che verrà letto in traduzione italiana (Torino, Einaudi, 1972-2004) e integrato con passi tratti da altri scritti di Foucault. 

PROGRAMMA

Martedì 7 ottobre 2014, ore 20.15

Discorso, soggetto, verità. Foucault e la tradizione filosofica

A cura di Cristina Savi

Martedì 14 ottobre 2014, ore 20.15

Discorso, controllo, esclusione. Foucault e le scienze sociali

A cura di Tiziano Moretti

Martedì 21 ottobre 2014, ore 20.15

Discorso, lingua, sapere. Foucault fra linguistica ed epistemologia

A cura di Lorenzo Bonoli

 

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6 febbraio 2014 4 06 /02 /febbraio /2014 18:20

Café-Philo*

 

Il Caffè è un’accademia platonica. (...) in quest’accademia non si insegna
niente, ma si imparano la socievolezza e il disincanto. Si può chiacchierare,
raccontare, ma non è possibile predicare, tenere comizi, far lezione.
Claudio Magris, Microcosmi

*un luogo e un momento in cui trovarsi a discutere assieme di temi svariati, in un’atmosfera conviviale, per il piacere dello scambio, del dubbio e del pensiero condiviso. Un’occasione per riflettere filosoficamente su argomenti non solo seri, comeil disordine; il tempo; la promessa; memoria e oblio; libertà e determinismo; lo sguardo dell’altro; la tecnica; la vita quotidiana…

Gli incontri si terranno una volta al mese, dalle 18.30 alle 20.00

Entrata (e uscita) libera. Per informazioni: 078 818 66 00

 

Café-Philo di Primavera

Ristorante Olimpia, Piazza Riforma, Lugano (saletta 1.o piano)

Giovedì 6 febbraio 2014

Scienza, credenza, sapienza

Introduzione: Gianni gentile

Giovedì 13 marzo 2014

Autorità

Introduzione: Virginio Pedroni

Mercoledì 9 aprile 2014

Uomini e cose

(figure della disumanizzazione contemporanea)

Introduzione: Alessandra Spataro

Mercoledì 7 maggio

Animali

Introduzione: Tiziano Moretti

Café-Philo d'Autunno

Ristorante Olimpia, Piazza Riforma, Lugano (saletta 1.o piano)

Mercoledì 165 ottobre 2014

Sorvegliare e puire (ricordando Foucault)

Introduzione:Brenno Bernardi
Mefoledì 12 novembre 2014

Democrazia (il popolo ha sempre ragione)

Introduzione: Virginio Pedroni
 Mercoledì 10 dicembre

Il dono (azzeccato, sbagliato, avvelenato)

Introduzione: Guenda Bernegger

 

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