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21 ottobre 2003 2 21 /10 /ottobre /2003 17:09

Il tempo nella musica

Conferenza di Paolo Bozzi (Università di Trieste)
Martedì 21 ottobre 2003, ore 20.30 - Biblioteca Salita dei Frati, Lugano
 
 
La conferenza
La conferenza tratterà del flusso del tempo tra le pieghe dell’esperienza musicale:
di fatti, incontri, esperienze in diversi territori dell’attività musicale come fonti per una riflessione sul fluire del tempo fenomenico nell’ambito di quel presente attuale che è stato analizzato e discusso da Bergson (‘durata reale’), Stern (‘tempo di presenza’), Husserl (‘ritenzione e protensione’) fino alla più recente psicologia della temporalità.
Esiste un fluire del tempo tipico dell’ideazione musicale, come dimostra l’esercizio dell’improvvisazione; ma quando passiamo dall’ideazione alla scrittura, tutti i rapporti cambiano: una sapida serie di arpeggi porta via un bel po’ di tempo, per essere scritta, mentre lunghi accordi vengono schizzati in un attimo dalla penna del compositore. La scrittura musicale a mano, penna e pentagramma, con le sue pittoriche irregolarità, rivela altri problemi tra il fluire del tempo e la struttura dell’oggetto musicale. La stampa poi regolarizza e uniforma, e sopprime quegli indizi. Ma la stessa scelta della grafica mostra diverse ermeneutiche nelle scelte dello stampatore, che rappresenta il tempo nel diagramma costituito dai simboli.
La lettura a prima vista di una musica nuova, con affrettate abbreviazioni e larghi temporeggiamenti è giocata tutta su uno slittamento tra il tempo reale dell’emissione delle note e quello ideale a cui si vuole arrivare, ed è così che si raggiunge la comprensione di un testo.
C’è, naturalmente, anche la scansione oggettiva e millimetrica di un computer programmato a rendere con esattezza l’informazione contenuta nei simboli della scrittura, senza l’intervento di un mediatore psichico; e d’altra parte c’è il flusso temporale dell’interprete che con le sue sistematiche deviazioni da tale oggettività dà corpo al significato della composizione.
Al di là dell’esecutore c’è il flusso temporale dell’ascoltatore, che può essere considerato a differenti livelli, da quello della consistenza metrica degli effetti sonori, fino alle interferenze di fattori ambientali estranei sull’ascolto, e l’influsso di precedenti audizioni fissate silenziosamente nella memoria. Singolari considerazioni possono nascere dall’ascolto di se stessi nell’atto di suonare in confronto con l’audizione registrata della nostra esecuzione (la rapidità apparente dei passaggi veloci, ed es.).
Infine, il fluire del tempo nel ricordo: il tentativo di recuperare nella memoria una melodia intuita ma non dettagliatamente ricordata, le abbreviazioni sintetiche nella ricostruzione, l’organizzazione in prospettiva dell’immediato futuro del frammento melodico già recuperato, il ruolo della presenza un po’ misteriosa, ma ben reale, della intera struttura della composizione in cui il frammento si inserisce.
Morale della favola: il flusso temporale della ‘coscienza interna del tempo’ (Husserl) dei filosofi, visto dall’interno dell’attività musicale, contiene più cose di quante le loro filosofie sappiano immaginare.
 
 
Il relatore
Paolo Bozzi, nato a Gorizia nel 1930, è stato fino al 1999 professore ordinario di Psicologia all’Università di Trieste. Violinista, compositore e musicologo, oltre che studioso della fenomenologia della percezione, ha realizzato i primi esperimenti di “Fisica ingenua” alla fine degli anni ’50, studiando la percezione del moto pendolare e della caduta dei gravi. Nel 1960, assieme a Giovanni Bruno Vicario, ha scoperto il fenomeno acustico ora noto come “auditory streaming” che, nella psicologia della percezione musicale, è alla base della formazione delle melodie.
Tra le sue pubblicazioni: Unità, identità, causalità. Una introduzione allo studio della percezione, Bologna, Cappelli 1969; Fenomenologia sperimentale, Bologna, Il Mulino, 1989; Fisica ingenua, Milano, Garzanti 1990; Esperimenta in visu. Ricerche sulla percezione, Milano, Guerini 1993; Vedere come, Milano, Guerini 1998.


 

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21 ottobre 2003 2 21 /10 /ottobre /2003 10:07

La musica è l'esercizio occulto della metafisica

da parte dell'animo che filosofa senza saperlo.

(A. Schopenhauer)

 

 

 

 


klee
  (P.Klee - Paukenspieler - 1940) 

Programma

Martedì 21 ottobre 2003, ore 20.30

Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

Il tempo della musica

Paolo Buzzi, Università di Trieste

>>> Dettagli

Martedì 4 novembre 2003, ore 20.30

Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

L'estetica musicale del Novecento

Enrico Fubini, Università di Torino

>>>Dettagli

Giovedì 6 novembre 2003, ore 20.30

Cinema Teatro, Chiasso

Il pensiero musicale indiano

Carlo Serra, Seminario permanente di filosofia della musica, Milano

Recital di canto indiano Dhrupad con Amelia Cuni e Federico Sanesi

>>> Dettagli

 

Martedì 11 novembre 2003, ore 20.30

Cinema Teatro, Chiasso

La filosofia della musica di Theodor W. Adorno

Silvia Vizzardelli, Università della Calabria

Recital di pianoforte con Antonio Ballista

 Pagine di Schönberg, Stravinsky, Webern, Bartok

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Entrata libera.

Con il contributo della Repubblica e Cantone Ticino

In collaborazione con Chiasso Rete2

 

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25 giugno 2003 3 25 /06 /giugno /2003 17:46

Serie di incontri

 

La Società filosofica della Svizzera italiana inaugura una serie di incontri di discussione filosofica, aperti ai soci e a tutte le persone interessate. Si tratta di un nuovo tipo di manifestazione: prendendo spunto da un testo (libro o articolo) segnalato con un certo anticipo, gli interessati potranno ritrovarsi a discutere dei problemi che esso solleva. La discussione sarà introdotta da un primo intervento, tenuto da un lettore autorevole o, quando possibile, dall'autore stesso.

 

Il primo incontro è dedicato al tema

Habermas e l'eugenetica liberale.

 Aprirà la discussione Alberto Bondolfi, docente al Centre Lémanique d'éthique di Losanna.

Mercoledì 25 giugno 2003 ore 18.15

Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

 

L'incontro prende spunto da un recente libro del filosofo Jürgen Habermas Il futuro della natura umana. I rischi di una genetica liberale (Die Zukunft der menschlichen Natur. Auf dem Weg zu einer liberalen Eugenik?) A cura di Leonardo Ceppa. 125 pag., Einaudi (Biblioteca n.142), Torino 2002 ISBN 88-06-16372-8

Nel saggio principale del libro, pubblicato assieme ad un proscritto dell'autore, Habermas affronta alcuni interrogativi etici suscitati dai possibili sviluppi, in un futuro non lontano, delle tecnologie genetiche. In che misura è ammissibile intervenire sul patrimonio genetico di un embrione? Si può andare oltre la mera prevenzione di gravi malattie ereditarie? È accettabile adottare un atteggiamento liberale e rimettere tutte le decisioni ai genitori, autorizzandoli a soddisfare le loro preferenze nei confronti del figlio? Afferma Habermas: "Un uomo geneticamente programmato deve vivere nella consapevolezza che il suo patrimonio ereditario è stato fatto oggetto di manipolazione. Prima di poter esprimere giudizi normativi su questa situazione di fatto, dobbiamo cercare di capire quali criteri potrebbero essere compromessi da questa strumentalizzazione". Le nuove tecnologie ci costringono a tornare a riflettere, pur in una società caratterizzata da un radicale pluralismo di valori, sul senso del modo umano di vivere.

Jürgen Habermas, nato nel 1929, è il più noto filosofo tedesco vivente. È professore emerito presso l'università di Francoforte. Tra le molte opere tradotte in italiano ricordiamo: Teoria dell'agire comunicativo (Bologna 1986); Il discorso filosofico della modernità (Roma-Bari 1988), Teoria della morale (Roma-Bari 1994); Fatti e norme (Milano 1996); L'inclusione dell'altro (Milano 1998). Di recente è stato ripubblicato Morale, Diritto, Politica (Torino 2002).

 

Alberto Bondolfi (1946), filosofo e teologo, insegna etica al Centre Lémanique d'éthique di Losanna. È stato presidente della Società svizzera di etica biomedica e della Società europea per la ricerca etica. È membro di diverse commissione federali che si occupano di temi di etica medica. Fra le sue pubblicazioni segnaliamo: Ethik und Selbsterhaltung (Freiburg,1990); Primum non nocere (Comano 1992); Mensch und Tier (Freiburg 1995); Helfen und Strafen (Münster 1997); Medizinische Ethik im ärztlichen Alltag (in collaborazione con H.J. Müller) (Basel 1999); Theologische Ethik heute (in collaborazione con H. J. Münk) (Zürich 1999).

 

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31 dicembre 2002 2 31 /12 /dicembre /2002 20:03

CICLI & INCONTRI


Intorno a Utopia

Con Darko Suvin, McGill University di Montreal

     Salvatore Veca, Università di Pavia

     Remo Bodei, Università di Pisa

     Evandro Agazzi, Università di Genova

     Pier Paolo Portinaro, Università di Torino

 

1 - 22 ottobre 2002

>>> Dettagli

utopia
 

La tradizione del Platonismo medievale

Con Antonio Bonato, Milano

      Edouard A. Jeauneau, Parigi e Toronto

      Kurt Flasch, Mainz

 

25 febbraio - 11 marzo 2002

>>> Dettagli 

 

CONFERENZE


 

DICUTERE DI FILOSOFIA


Incontro di riflessione filosofica sulla questione dell'aborto

Con Aldo Pessina, Università Cattolica di Milano

      Maurizio Mori, Università di Torino

      Marina Calloni, Università di Milano-Bicocca

      Marcello Ostinelli, SFSI

 

3 maggio 2002

>>> Dettagli

PRESENTAZIONI

 

 

 

 

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22 ottobre 2002 2 22 /10 /ottobre /2002 17:03

Oltre l'utopia

Relatore: Pier Paolo Portinaro (Università di Torino)
Martedì 22 ottobre 2002

 

La conferenza

Ci sono indizi significativi che inducono a ritenere che, se non può dirsi esaurito il potenziale utopico della storia umana, pure con il Novecento il ciclo storico dell'utopia moderna giunge ad esaurimento. Il più importante fra questi è il fatto che all'utopia subentra l'antiutopia o distopia. Certo, anche il xx secolo ha visto susseguirsi una sequela di esperimenti d'immaginazione utopica attraverso l'apertura di nuovi orizzonti (l'utopia ecologica, la variante femminista, le nuove frontiere della tecnologia), ma nel loro complesso questi esperimenti rivelano un carattere epigonale che ha loro impedito di conquistarsi un posto di primo piano nell'immaginario del secolo; quel posto che hanno invece conquistato alcune distopie che hanno interpretato e dilatato fino all'assurdo l'epoca dei totalitarismi e del dominio teconologico, come quelle di Huxley, Orwell, Samjatin. Su questa costellazione distopica la conferenza intende soffermarsi, illustrando continuità e rotture all'interno di questo genere letterario e filosofico.

 

Il relatore

Pier Paolo Portinaro insegna Filosofia politica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Fra le sue più recenti pubblicazioni troviamo: Stato, Bologna 1999; Il realismo politico, Roma-Bari 1999; Profilo del liberalismo (in B. Constant, La Libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni, trad. a cura di G. Paoletti, Torino 2001).


 

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18 ottobre 2002 5 18 /10 /ottobre /2002 17:02

Utopia fra scientismo e ritorno alla natura

Relatore: Evandro Agazzi (Università di Genova)
Venerdì 18 ottobre 2002

 

La conferenza

L'utopia si caratterizza per una base idelogica cui si aggiunge una dimensione escatologica. Nel caso dello scientismo, l'aspetto idelogico è rappresentato da un'assolutizzazione della scienza, cui si attribuisce la capacità di risolvere tutti i problemi umani, se non subito, in una lontana prospettiva futura. I suoi limti sono emersi chiaramente verso la metà del Novecento, dapprima sul piano pratico (pericoli inerenti allo sviluppo tecnologico) e poi anche su quello conoscitivo. Si è così proposta l'utopia del 'ritorno alla Natura', il cui fondamento idelogico è una concezione della Natura come qualcosa di intangibile e incondizionatamente positivo, accompagnata dalla prospettiva escatologica di un campito che deve scalzare l'attuale dominio di scienza e tecnología. I limiti di questa ideologia consistono nel fatto che la incondizionata bontà della Natura non è affatto evidente e che, d'altro canto, anche il mondo artificiale corrisponde ad uno dei tratti più caratteristici della 'natura' umana. Entrambe le utopie sono quindi 'riduttive' e l'utopia che merita oggi di esser perseguita è quella di un'integrazione di questi due 'mondi', che riposi sulla valorizzazione della 'pienezza' dell'esistenza umana e, quindi, anche di quegli strumenti capaci di corrisponderle e che non si esauriscono né in quelli offerti dalla tecno-scienza, né in un generico rispetto della Natura.

 

Il relatore

Evandro Agazzi ha compiuto gli studi di Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano e quelli di fisica presso l'Università Statale della stessa città. Si è poi perfezionato a Oxford, Marburg e Münster. Ha conseguito due libere docenze: in Filosofia della scienza (1963) e in Logica Matematica (1966) ed ha tenuto diversi incarichi di insegnamento: presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Genova (Geometria Superiore, Matematiche complementari, Logica Matematica), presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (Logica Simbolica), presso l'Università Cattolica di Milano (Filosofia della Scienza e Logica Matematica), prima e dopo essere divenuto professore ordinario di Filosofia della Scienza all'Università di Genova (1970). Ha pure ricoperto la cattedra di Antropologia Filosofica, Filosofia della Scienza e Filosofia della Natura all'Università di Friburgo in Svizzera (1979-1998) e ha insegnato come professore invitato presso università straniere, quali Düsseldorf, Berna, Pittsburgh, Ginevra, Stanford e, per periodi più brevi, in molte altre. Attualmente è ordinario di Filosofia Teoretica all'Università di Genova. Ha presieduto e presiede tuttora numerose istituzioni filosofiche internazionali. E' dottore honoris causa delle Università di Cordoba e di Santiago del Estero (Argentina)., e dell'Università Ricardo Palma di Lima (Perù).

Le sue pubblicazioni comprendono oltre sessanta volumi (di cui è autore o curatore) e oltre 700 articoli e saggi, costituenti contributi in volumi collettivi, antologie enciclopedie e riviste, senza contare le recensioni e gli articoli su quotidiani. E' direttore delle riviste Epistemologia e Nuova Secondaria e appartiene al comitato scientifico di alcune importanti riviste internazionali, come Erkenntnis, Revue Internationale de Philosophie, Zeitschrift für Allgemeine Wissenschaftstheorie, Medicina e Morale, Modern Logic, Kos. E' stato ed è tuttora membro del comitato scientifico di dizionari ed enciclopedie scientifiche.


 

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15 ottobre 2002 2 15 /10 /ottobre /2002 17:01

Utopia e storia

Relatore: Remo Bodei (Università di Pisa)
Martedì 15 ottobre 2002

 

La conferenza

Sta drasticamente diminuendo la capacità di pensare a un futuro collettivo, di immaginarlo al di fuori delle proprie aspettative private. La storia appare quindi a molti orfana di quella logica intrinseca che si credeva dovesse indirizzarla verso un determinato obiettivo: il progresso, il regno della libertà o la società senza classi. Tramonta una cultura, che - tra Ottocento e Novecento - aveva indotto miliardi di uomini a ritenere che gli eventi marciassero ineluttabilmente in un certa direzione, annunciata o prevedibile. Si è rotto il dispostivo che aveva prodotto l'ibridazione reciproca tra utopia e storia: l'utopia, accettando le ragioni del realismo e della concretezza storica, aveva mitigato le sue pretese e le sue promesse, giungendo sino al punto di fondersi con la storia; la storia, a sua volta, non più guidata da un disegno divino, si era dotata di un significato e di una razionalità intrinseci, attribuendosi un'inquietudine che dovrebbe comunque spingerla, seppur attraverso fasi tragiche, verso il progresso. Questo reciproco innesto ha prodotto un'utopia frenata o una storia dinamizzata, un sistema di controllo degli interventi umani sulla realtà che non intende rinunciare ai grandi progetti di trasformazione, né smettere di prendere sul serio le cause rimuovibili che li bloccano o li condizionano per tempi più o meno lunghi. Si ripropone ora il problema di una storia non garantita dinanzi all'inatteso e senza obiettivi lontani.

 

Il relatore

Remo Bodei è professore di storia della filosofia all'università di Pisa, dopo essere stato a lungo docente nella Scuola Normale Superiore della stessa città. Ha studiato e insegnato in diverse università e istituzioni culturali europee e americane. Insegna ora, come recurrent visiting professor, alla University of California, di Los Angeles.
La sua ricerca scientifica è stata inizialmente indirizzata sull'idealismo classico tedesco e sull'estetica e la politica dell'età di Goethe e della fine dell'Ottocento; si è occupato in seguito del pensiero utopico del Novecento e della filosofia politica italiana e francese; nell'ultima decade si è dedicato invece alla tematica delle passioni e dei desideri, dell'identità personale e collettiva e del rapporto tra memoria e oblio. Oltre a numerosi articoli, versioni ed edizioni di testi, tra i suoi molti libri, tradotti in varie lingue, si possono ricordare: Scomposizioni. Forme dell'individuo moderno (1987); Hölderlin: la filosofía y lo trágico (1990); Ordo amoris. Conflitti terreni e felicità celeste (1991); Geometria delle passioni (1991); Le prix de la liberté (1995); Le forme del bello (1995); La filosofia nel Novecento (1997); Se la storia ha un senso (1997); Il noi diviso. Ethos e idee dell'Italia repubblicana (1998); Le logiche del delirio. Ragione, affetti, follia (2000); I senza Dio. Figure e momenti dell'ateismo (2001). Fa parte del comitato di direzione di alcune associazioni scientifiche internazionali e di riviste come "Teoria politica", "Iride", "Cultura tedesca", "Atque", "Pluriverso", "Carrefour", "Anthropology and Philosophy", "Philosophy and Social Criticism" e "European Journal of Philosophy".


 

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10 ottobre 2002 4 10 /10 /ottobre /2002 16:57

La giustizia globale e l'idea di utopia ragionevole

Relatore: Salvatore Veca (Università di Pavia)
Giovedì 10 ottobre 2002

 

La conferenza

La relazione è articolata in due parti. Nella prima ci si propone di chiarire la differenza fra l'idea di utopia ragionevole e quella di utopia della società perfetta. Chiarendo la differenza, si mostra perché la prima idea è moralmente e politicamente attraente e importante mentre la seconda merita un giusto discredito. Nella seconda parte della relazione si mette a fuoco il ruolo che l'idea di utopia ragionevole svolge nel quadro di una teoria della giustizia globale, lavorando insieme ad altre due idee che sembrano feconde in questioni difficili e ineludibili come quelle della giustizia senza frontiere: l'idea dello sviluppo umano come libertà e l'idea di giustizia procedurale

 

Il relatore

Salvatore Veca insegna Filosofia politica alla Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pavia, di cui è preside. Prorettore per la didattica dell'Università, è rettore del Collegio universitario Giasone del Maino e dirige il Centro interdipartimentale di Filosofia sociale. E' presidente dell'Associazione "I quattro Cavalieri" che promuove le attività dell'ensemble " I Solisti di Pavia". Fra i suoi ultimi libri: Dell'incertezza, Feltrinelli 1997, La filosofia politica, Laterza 1998, La penultima parola e altri enigmi, Laterza 2001 e La bellezza e gli oppressi, Feltrinelli 2002.


 

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1 ottobre 2002 2 01 /10 /ottobre /2002 16:55

Il concetto di utopia in epoca moderna

Relatore: Darko Suvin (McGill University di Montreal)
Martedì 1 ottobre 2002

 

La conferenza
Nella conferenza si farà una panoramica sul significato dell'avvento dell'utopia come genere letterario e dell' utopismo come orizzonte d'aspettative storico-sociali, a partire dall'Utopia di Tommaso Moro (senza dimenticare un precursore come Platone o le leggende medievali) fino ai suoi riflessi nel Novecento. A differenza delle religioni classiche, questo orizzonte è laico, nel senso che si colloca in un luogo spaziale o temporale terreno -anche se esprime antichissime speranze e desideri, dando loro una nuova inflessione. Si definirà brevemente l'utopia, senza la pretesa di discutere in modo esauriente tale concetto, come la costruzione di una comunità particolare, nella quale le istituzioni e le norme sociopolitiche, nonché le relazioni fra le persone sono organizzate in base a un principio radicalmente differente da quello vigente nella comunità dell'autore. Si menzioneranno le affinità e le differenze fra utopia e satira, progetto o programma sociopolitico alla maniera di Saint-Simon o Fourier, e specialmente fra utopia e fantascienza, genere letterario molto importante nel Novecento. I nomi menzionati come tappe saranno quelli di E. Bellamy, W. Morris, H.G. Wells, E. Zamiatin e di qualche scrittore moderno. Sarà pure discussa la differenza fra eutopia (intesa come comunità basata su di un principio radicalmente migliore di quello dominante nella comunità dell'autore) e distopia (definita come comunità basata su di un principio radicalmente peggiore). Sarà inoltre discussa la necessità degli orizzonti utopistici nell'epoca moderna e il loro statuto conoscitivo come metodo dell'immaginario.
 
 
Il relatore
Darko Suvin, nato a Zagabria, è un pioniere nel campo degli studi sulla fantascienza. Docente universitario, critico letterario e teatrale, poeta e scrittore, è professore emerito di letteratura inglese e comparata della McGill University di Montreal e fellow della Royal Society of Canada. Ha studiato presso le Università di Zagabria, di Bristol, la Sorbona e la Yale University. Ha insegnato pure nelle Università di Zagabria e del Massachusetts ed è stato professore ospite in molte altre università (Università dell'Indiana, di Roma I, di Lovanio, della Ruhr, dell'Alberta, di Trento, di Londra, di Cambridge, di Tokyio, di Rikkyo e al Bauhaus di Weimar); ha diretto riviste specializzate di letteratura comparata ed è stato vicepresidente della Science Fiction Research Association e della International Brecht Society. Ha pubblicato centinaia di articoli e numerosi libri, fra cui: Metamorphoses of Science Fiction (1979) (trad. it. Le metamorfosi della fantascienza: poetica e storia di un genere letterario, Il Mulino, Bologna 1985), To Brecht and Beyond, Victorian Science Fiction in the U. K, Positions and Presuppositions in Science Fiction, Lessons of Japan, e due libri di poesia. Il suo più recente progetto è la cura del volume Distopie oggi, che dovrebbe uscire entro la fine del 2002. È membro di numerosi comitati editoriali, fra cui quello degli Utopian Studies (USA). Da qualche anno vive in Italia.


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1 ottobre 2002 2 01 /10 /ottobre /2002 15:41

Ciclo di conferenze pubbliche della Società filosofica della Svizzera Italiana realizzato in collaborazione con Radio Svizzera Rete Due, Fondazione UOmo Natura e con il contributo della Repubblica e Cantone Ticino


L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare.

Eduardo Galeano

 

Le utopie appaiono oggi assai più realizzabili di quanto non si credesse un tempo. E noi ci troviamo davanti a una questione assai più angosciosa: come evitare la loro realizzazione definitiva?

Nicola Berdiaef

utopia

            Programma

Martedì 1 ottobre 2002

Biblioteca Salita dei Frati Lugano, ore 20.30

Il concetto di utopia in epoca moderna

Relatore: Darko Suvin, McGill University di Montreal

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Giovedì 10 ottobre 2002

Biblioteca Salita dei Frati Lugano, ore 20.30

La giustizia globale e l'idea di utopia ragionevole

Relatore: Salvatore Veca, Università di Pavia

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Martedì 15 ottobre 2002

Biblioteca Salita dei Frati Lugano, ore 20.30

Utopia e storia

Relatore: Remo Bodei, Università di Pisa

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Venerdì 18 ottobre 2002

Biblioteca Salita dei Frati Lugano, ore 20.30

Utopia fra scientismo e ritono alla natura

Relatore: Evandro Agazzi, Università di Genova

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Martedì 22 ottobre 2002

Biblioteca Salita dei Frati Lugano, ore 20.30

Oltre l'utopia

Relatore: Pier paolo Portinaro, Università di Genova

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In collaborazione con:

 

uomonaturaRete2

e con il contributo della Repubblica e Cantone Ticino  

 

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