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6 aprile 2005 3 06 /04 /aprile /2005 19:27

L'odissea della natura umana: dalla conoscenza di sè all'assimilazione di Dio
Lezione pubblica di Curzio Chiesa, Università di Ginevra

 

Mercoledì 6 aprile 2005, ore 18.00

Aula multimediale del Liceo Cantonale di Bellinzona


In collaborazione con il Liceo di Bellinzona

Al precetto delfico del “conosci te stesso” il pensiero socratico-platonico risponde identificando il soggetto umano con l’anima: conoscere se stessi significa conoscere la propria anima. Ma l’anima è anche la parte divina dell’uomo: prendersi cura della propria anima implica così un’”assimilazione a Dio”, come dice Platone nel Teeteto.

In una duplice prospettiva antropologica e teologica, ci si propone di esaminare in questa relazione il significato originario della formula nella filosofia platonica, opponendolo all’interpretazione neoplatonica, secondo la quale l’assimilazione a Dio deve indicare, non una forma di autocompiacimento (mito di Narciso), ma una perdita e un superamento di sè che è un ritorno all’origine dell’anima (mito di Ulisse).

 

 

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31 dicembre 2004 5 31 /12 /dicembre /2004 20:03

CICLI & INCONTRI

 

A duecento anni dalla scomparsa di Kant

3 settembre 15 ottobre 2004

>>> Dettagli (programma generale)

 
 

Conferenze:

30 settembre 2004, Adriano Fabris (Pisa e Lugano) >>> Dettagli

11 ottobre 2004, Robert Theis (Lussemburgo) >>> Dettagli

 
 

Giornata seminariale:

15 ottobre 2004

 Kevin Mulligan (Ginevra); Marco Panza (Parigi);

Claudio La Rocca (Genova);Luca Fonnesu (Pavia)Elio Franzini (Milano) >>> Dettagli

 

CONFERENZE

 

 

DISCUTERE DI FILOSOFIA

 

 

PRESENTAZIONI

 

 

 

 

 

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30 novembre 2004 2 30 /11 /novembre /2004 17:18

Ciclo di conferenze pubbliche della Società filosofica della Svizzera Italiana

A DUECENTO ANNI DALLA MORTE DI KANT

 

In occasione del secondo centenario della morte di Immanuel Kant (Königsberg, odierna Kaliningrad, 1724-1804), la SFSI organizza alcuni incontri sul pensiero del grande filosofo.
Nessun pensatore ha contribuito più di Kant al tentativo della filosofia moderna di capire se e in che misura i principi essenziali della conoscenza e dell’azione possano essere trovati dagli uomini con le risorse della sola ragione. La sua impresa intellettuale è un passaggio obbligato della riflessione filosofica, che egli ha trasformato in modo radicale e irreversibile.
“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.” Questo celebre motto, tratto dalla conclusione della Critica della ragion pratica e scolpito sulla pietra tombale del filosofo, vuole indicare le due dimensioni lungo le quali la ragione umana va misurata: la conoscenza della realtà e la guida della condotta. Due grandi sfide, di fronte a cui la ragione non deve concedersi né illusorie ambizioni, né vili rinunce. Solo il vigile esercizio critico può indicare la “porta stretta” attraverso cui passare.

 

Il programma delle manifestazioni si articola in due momenti: due conferenze serali a Lugano e una giornata di studio a Locarno.
In collaborazione con l’Associazione Biblioteca Salita dei Frati, saranno proposte due conferenze su problemi e temi che sorgono nello spazio teorico in cui filosofia, religione e teologia si incontrano e si confrontano.
Qualche giorno dopo, organizzata in collaborazione con la Biblioteca cantonale di Locarno, si terrà una giornata di studio sul grande pensatore di Königsberg.
Nella prima parte di questa giornata due filosofi discuteranno di una questione centrale nella riflessione kantiana: le possibilità, i limiti e la natura di una conoscenza a priori, ovvero di una conoscenza che non deriva dall’esperienza e si fonda sulla pura ragione.
Nella seconda parte tre studiosi del pensiero di Kant e della cultura filosofica del suo tempo affronteranno altri aspetti importanti della sua opera, alla luce dei più recenti sviluppi dell’interpretazione.

 

Programma

Giovedì 30 settembre 2004 - 20.30
Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

Il problema del male in Kant

Conferenza di Adriano Fabris (Pisa e Lugano)

>>> Dettagli

Lunedì 11 ottobre 2004 - 20.30
Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

Kant: teologia e religione all’ombra del criticismo

Conferenza di Robert Theis (Lussemburgo)

>>> Dettagli

Venerdì 15 ottobre 2004 - 09.15
Biblioteca Cantonale, Locarno

Kant: Filosofia e Critica della ragione

Giornata di studio

Che cos’è “conoscenza a priori”? A partire da Kant
Interventi di Kevin Mulligan (Ginevra) e Marco Panza (Parigi)

Kant e l’illuminismo - Claudio La Rocca (Genova)

L’etica kantiana - Luca Fonnesu (Pavia)

L’estetica kantiana - Elio Franzini (Milano)

>>> Dettagli

Entrata libera

In collaborazione con: Associazione Bibliotea Salita dei Frati, Lugano e Biblioteca Cantonale di Locarno.

 

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15 ottobre 2004 5 15 /10 /ottobre /2004 17:18
Venerdì 15 ottobre 2004 dalle 09.15 - Locarno, Biblioteca cantonale

KANT: Filosofia e critica della ragione.

Giornata di studio

I relatori

Luca Fonnesu insegna filosofia morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia.

Ha studiato Filosofia a Firenze ed è dottore di ricerca in Filosofia.Dal 1990 al 1992 è stato borsista del Deutscher Akademischer Austauschdienst presso il Leibniz-Archiv di Hannover, dal 1992 al 1994 borsista post-doc presso l’Università di Firenze. Dal 1995 al 2000 è stato ricercatore in Filosofia politica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Fa parte del consiglio direttivo del Centro di Filosofia Sociale dell’Università di Pavia e del Comitato editoriale di “Studi settecenteschi”.

Le sue ricerche riguardano la filosofia classica tedesca tra Kant e Hegel, il problema della teodicea e la storia dell’etica, con particolare riguardo all’etica contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Antropologia e idealismo (Roma-Bari, Laterza 1993), Dovere (Firenze, La Nuova Italia 1998). Ha curato l’edizione italiana del Diritto naturale di Fichte (Roma- Bari, Laterza 1994), e sta preparando una nuova edizione italiana della Metafisica dei costumi di Kant per l’editore Einaudi.

 

 

Elio Franzini insegna Estetica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.

Le sue ricerche si sono orientate, seguendo la tradizione della scuola milanese, verso la fenomenologia, che ha indagato in alcune sue connessioni storiche e teoriche con particolare riferimento ai temi della costruzione artistica, del simbolo e dell’immagine.Le sue prime ricerche si sono rivolte verso l'approfondimento di alcuni problemi di fondazione dell'estetica fenomenologica, con specifica attenzione ai temi della costituzione del sentimento, della temporalità e dell'oggetto estetico.

A partire da queste basi, si è occupato di una possibile fondazione scientifica dell'estetica, delineando un percorso teorico all'interno dell'estetica contemporanea che intende mostrare le connessioni fra le sfere dell'estetico e dell'artistico, con particolare riferimento al momento della creatività soggettiva. L'approfondimento dei temi del desiderio, del piacere e della grazia nell'attività fabbrile dell'uomo e nella costruzione artistica, ha condotto la sua ricerca verso un'indagine sulla genesi dei rapporti fra espressione artistica e teoria delle passioni, con particolare riferimento a Cartesio, Spinoza, Diderot e Schiller. A partire da queste basi teoriche si è sviluppata una ricerca sulla genesi storica dell’estetica a partire dal Settecento, cioè dal secolo in cui l’estetica stessa è stata battezzata. Il tema della “rappresentazione” e delle sue connessioni con il linguaggio e con l’espressione retorica e artistica dal Settecento sino alla tradizione fenomenologica è al centro dei suoi più attuali interessi.
Delle sue numerose pubblicazioni si segnalano qui di seguito solo gli ultimi volumi: L’estetica del Settecento, Bologna, Il Mulino, 1995; II edizione riveduta e ampliata, 2002; Estetica. I nomi, i concetti, le correnti (con M. Mazzocut-Mis), Milano, B. Mondadori, 1996; Filosofia dei sentimenti, Milano, Bruno Mondadori, 1997; Estetica e filosofia dell’arte, Milano, Guerini, 1999; Gusto e disgusto, Milano, Nike, 2000; Fenomenologia dell’invisibile. Al di là dell’immagine, Milano, Cortina, 2001; La fenomenologia (con E. Costa e P. Spinicci), Torino, Einaudi, 2002; Il teatro, la festa e la rivoluzione. Su Rousseau e gli enciclopedisti, Palermo, Aesthetica preprint, 2002; Verità dell’immagine, Milano, Editrice Il Castoro, 2004.

 

Claudio La Rocca insegna filosofia teoretica all’Università di Genova. È membro del Consiglio direttivo della Società italiana di studi kantiani.

Tra le sua più recenti pubblicazioni dedicate a temi kantiani si possono segnalare: Soggetto e mondo. Studi su Kant, Marsilio, Venezia 2003; “Giudizi provvisori. Sulla logica euristica del processo conoscitivo in Kant”, in Materiali per un lessico della ragione, a cura di M. Barale, ETS, Pisa 2001, pp. 265-310; “Chi è lo Zarathustra di Kant? Filosofia trascendentale e saggezza tra la Critica della ragion pura e l’Opus postumum”, in Kant e l’Opus postumum, a cura di S. Marcucci, Istituti Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma 2001, pp. 35-62; “Vorläufige Urteile und Urteilskraft. Zur heuristischen Logik des Erkenntnisprozesses“, in Kant und die Berliner Aufklärung. Akten des 9. Internationalen Kant-Kongresses 26. bis 31. März 2000 in Berlin, hg. von V. Gerhardt, R. Horstmann u. R. Schumacher, de Gruyter Berlin 2001, pp. 351-361; Esistenza e Giudizio, Edizioni ETS, Pisa 1999.

 

Kevin Mulligan insegna filosofia analitica all’Università di Ginevra. Ha studiato al Trinity College di Cambridge e presso le Università di Tubinga e di Manchester. È autore di numerose pubblicazioni principalmente nel campo della metafisica analitica e dell’ontologia, della filosofia della mente e della storia della filosofia austro-tedesca da Bolzano fino a Husserl e Wittgenstein.

Fra le sue pubblicazioni ci limitiamo a segnalare i più recenti volumi che ha curato e i più recenti articoli: con J.-P. Cometti, La Philosophie autrichienne de Bolzano à Musil. Histoire et Actualité, Vrin, Paris 2001; (con B. Baertschi), Les nationalismes, PUF, Paris 2001;. con H. Hochberg, Relations and Predicates, Philosophical Analysis, Ontos Verlag, Frankfurt 2004; "Seeing, Certainty and Acquaintance", in Hallvard Fossheim, Tarjei Mandt Larsen, and John Rickard Sageng (a cura di)), Non-Conceptual Aspects of Experience, Unipub forlag, Oslo 2003, 27-44; con Pascal Engel, "Normes éthiques et normes cognitives", Cités, N°15, 2003, PUF, Paris, pp. 171-186; "Searle, Derrida and the Ends of Phenomenology", John Searle, a cura di B. Smith, Contemporary philosophy in Focus, Cambridge University Press 2003, pp. 261-286; "Dispositions, their Bases and Correlates – Meinong's Analysis", Philosophy and Logic. In Search of the Polish Tradition, a cura di Katarzyna Kijania-Placek, Synthese Series, FS for Jan Wolenski, Kluwer 2003, 193-211; "Stati di cose, verità e fattori di verità", numero speciale di Sistemi intelligenti dedicato all’ontologia, a cura di R. Casati, 2003 XV, 3, 539-556; "La filosofia analitica: che cosa è stata e che cosa ha da essere", Iride, 2003 40, 631-634; "Forms of Life or Ways of Life ?", Rivista di estetica, 24, 3/2003, XLIII, “Bozetti. In Memoria di Paolo Bozzi”, a cura di C. Barbero, R. Casati, M. Ferraris, A. Varzi, 103-105; “Brentano on the Mind”, Cambridge Companion to Brentano, a cura di D. Jacquette, Cambridge University Press 2004, 66-97; “Essence and Modality. The Quintessence of Husserl’s Theory”, in M. Siebel e M. Textor (a cura di.) Semantik und Ontologie. Beiträge zur philosophischen Forschung, Ontos Verlag, Frankfurt 2004, pp. 387-418; "Husserl on the "logics" of valuing, values and norms", Fenomenologia della Ragion pratica. L’etica di Edmund Husserl, a cura di B. Centi e G. Gigliotti, pp. 177-225, Bibliopolis, Napoli 2004.

 

Marco Panza è chargé de recherche de première classe al CNRS (Parigi) per la sezione di storia e filosofia delle scienze.

Le sue ricerche, che hanno dato luogo a numerossisime pubblicazioni, vertono sulla storia e la filosofia della matematica, in particolare sulla storia dell’analisi fra Descartes e Lagrange e sulla questione dell’obiettività matematica.

Egli mira a una conciliazione fra storia e filosofia della matematica, il cui scopo comune deve essere la comprensione del modo d’essere del fenomeno matematico. Lo scopo della storia è quello di trasformare questo fenomeno nel possibile oggetto di una riflessione filosofica attraverso un’interpretazione dei dati storici che è a sua volta guidata da categorie che la filosofia si incarica di individuare.
Fra le sue più recenti pubblicazioni segnaliamo: « Mathematisation of the Science of Motion and the Birth of Analytical Mechanics : A Historiographical Note », in P. Cerrai, P. Freguglia, C. Pellegrini (éds.), The Application of Mathematics to the Sciences of Nature. Critical moments and Aspects, Kluwer A. P., Plenum P., New York, 2002, pp. 253-271; « Continuidad Local Aristotélica y Geometría Euclideana », in C. Alvarez y A. Barahona (a cura di.), La Continuidad en las Ciencias, Fondo de Cultura Económica, México D.F., 2002, pp. 37-120 (con Carlos Alvarez, a cura di) Logic and Mathematical Reasoning, numéro spéciale de Synthese, 134, 1-2, 2003; « Mathematical proofs », ibid., pp. 119-158; (Con Giovanni Ferraro) « Developing into Series and Returning from Series: A Note on the Foundation 18th Century Analysis », Historia Mathematica, 30, 2003, pp. 17-46; Isaac Newton, Les Belles Lettres, Paris, 2003; «À l’origine de la notion de nombre trascendent: John Wallis et la quadrature du cercle», Science et technique en perspective, 8 (2004), pp. 333-367.

 

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11 ottobre 2004 1 11 /10 /ottobre /2004 17:18

 

 

Lunedì 11 ottobre 2004, ore 20.30

Lugano, Biblioteca Salita dei Frati

Robert Theis (Lussemburgo) 

Kant: teologia e religione all’ombra del criticismo

La conferenza

La conferenza tratterà di teologia e di religione in Kant all’ombra del criticismo.

Nella Critica della ragion pura (1781) Kant ha sviluppato una critica delle prove tradizionali dell’esistenza di Dio, ma, nonostante questa «distruzione» della teologia naturale in quanto parte della metafisica, la questione di Dio rimane centrale in quest’opera.

In una prima parte della conferenza ci si interrogherà sullo statuto e sul significato di un discorso su Dio all’ombra del criticismo kantiano.

La seconda parte della conferenza partirà dalla riflessione kantiana secondo la quale la limitazione del sapere, stabilita nelle Critica della ragion pura, è proprio la condizione di un altro discorso, quello sulla libertà e la morale. Si tratta allora di vedere in che senso le questioni ultime dell’uomo (c’è un Dio? C’è una vita eterna?) appaiono in questo spazio del discorso pratico: qui si trovano le radici della religione all’ombra del criticismo.

Il relatore

Robert Theis è nato a Lussemburgo.Ha studiato filosofia presso l’Università Gregoriana di Roma (lic. phil.) e la Sorbona di Parigi (Dr. phil.); ha studiato teologia presso l’Institut catholique di Parigi (m. theol.).

È stato élève titulaire dell’Ecole pratique des Hautes Etudes di Parigi e professore all’Université du Luxembourg e all’Università dei Saarlandes. Fra le sue pubblicazioni troviamo: Le discours dédoublé. Philosophie et théologie dans la pensée du jeune Hegel (1978); Approches de la Critique de la raison pure (1991); Gott. Untersuchung zur Entwicklung des theologischen Diskurses in Kants Schriften zur theoretischen Philosophie bis zum Erscheinen der Kritik der reinen Vernunft(1994). Ha curato i volumi: R.B. Jachmann, Prüfung der Kantischen Religionsphilosophie (1999); Kant, L’Unique argument possible pour une démonstration de l’existence de Dieu (2001); Aspects philosophiques de la modernité (2004); Anselmo d’Aosta, Proslogion (2005). Ha scritto numerosi articoli scientifici su Anselmo, Tommaso; Suarez; Leibniz, Kant, Wolff, Hegel, Levinas, Jonas. È direttore di «Europaea Memoria» (Olms, Hildesheim) e condirettore di “Christian Wolff, Gesammelte Werke” (Olms, Hildesheim).

 

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30 settembre 2004 4 30 /09 /settembre /2004 17:18

Giovedì 30 settembre 2004, ore 20.30

Lugano, Biblioteca Salita dei Frati

Adriano Fabris, Università di Firenze e Lugano

Il problema del male in Kant

La conferenza

Il problema del male, come mostra l’intera storia del pensiero, costituisce una vera e propria sfida per la filosofia. Immanuel Kant, soprattutto nel suo saggio sul male radicale (pubblicato anche come primo capitolo dell’opera Die Religion innerhalb der Grenzen der blossen Vernunft, 1793), affronta questo argomento considerando il male nel suo effettivo imporsi e nella sua inaggirabile realtà.
Per far ciò egli è costretto a elaborare una vera e propria “logica del male radicale”, che permetta di comprendere in che modo questo fenomeno possiede una sua, apparentemente contraddittoria, “positività”.
Nella conferenza verranno presi in esame sia questa “logica”, sia la descrizione accurata che Kant fornisce delle differenti tipologie del male. In ultimo verrà affrontata la questione del senso del male: del suo “perché”, che richiede una risposta adeguata in una prospettiva tanto filosofica quanto teologica.

Il relatore

Adriano Fabris (Venezia 1958) ha studiato filosofia alle Università di Pisa, Genova, Mannheim, Heidelberg, Freiburg .B.
Attualmente è professore ordinario di Filosofia morale all’Università di Pisa, dove insegna anche Filosofia delle religioni e Etica della comunicazione.Nella stessa Università è Direttore del Master in “Comunicazione Pubblica e Politica” e ha la delega del Rettore per la formazione sulla comunicazione.
Insegna altresì Etica applicata al Bachelor in Filosofia applicata e Scienze umane attivato presso la Facoltà di Teologia di Lugano ed è responsabile del modulo sul dialogo interreligioso del Master in Intercultural Communication della USI.
È direttore della rivista “Teoria”.
Fra le sue pubblicazioni recenti possono essere ricordate: Introduzione alla filosofia della religione, Laterza, Roma-Bari 1996, 2002; Tre domande su Dio. Un “game book” filosofico, Laterza, Roma-Bari 1998; “Essere e tempo” di Heidegger. Introduzione alla lettura, Carocci, Roma 2000, 2004; El giro linguistico: hermeneutica y analisis del lenguaje, Akal, Madrid 2000; I paradossi dell’amore fra grecità, ebraismo e cristianesimo, Morcelliana, Brescia 2000; Paradossi del senso. Questioni di filosofia, Morcelliana, Brescia 2002, Etica della comunicazione interculturale, Eupress, Lugano 2004.

 

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31 dicembre 2003 3 31 /12 /dicembre /2003 20:03

CICLI & INCONTRI


Musica e Filosofia

Con Paolo Buzzi, Università di Trieste

      Enrico Fubini, Università di Torino

      Carlo Serra, Università degli Studi di Milano

      Silvia Vizzardelli, Università della Calabria

 

21 ottobre - 6 novembre 2003

>>> Dettagli

klee

CONFERENZE


 

DISCUTERE DI FILOSOFIA


Habermas e l'eugenetica liberale

Con Alberto Bondolfi, Centre Lémanique d'éthique di Losanna

 

25 giugno 2003

>>> Dettagli

PRESENTAZIONI

 

 

 

 

 

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11 novembre 2003 2 11 /11 /novembre /2003 17:09

La filosofia della musica di Theodor W. Adorno

Conferenza di Silvia Vizzardelli (Università della Calabria)
Recital del pianista Antonio Ballista
Martedì 11 novembre 2003, ore 20.30
Cinema Teatro, Chiasso (in collaborazione col Dicastero Cultura del Comune di Chiasso)

La conferenza

Potremmo dire, semplificando, ma forse non troppo, che il pensiero di Adorno è tormentato da un unico tema: quello del rapporto soggetto-oggetto. Un tema cui ha dedicato esplicitamente un saggio uscito l’anno della sua morte (1969), ma che ritorna a cadenzare tutto l’arco della sua riflessione. L’esperienza estetica è il luogo privilegiato in cui soggetto e oggetto si incontrano generando un campo di tensione mai pacificato. La conferenza cercherà di mostrare come tale rapporto agisca nel concetto adorniano di imitazione, nell’interpretazione del ‘materiale’ musicale e nel confronto critico col mondo formale di Schönberg, Stravinsky, Webern. La fedeltà alla natura esige un’uguale fedeltà alla storia; vale a dire, se l’evoluzione del materiale interdice all’artista il lusso dell’immediatezza, il contatto con la preistoria dello spirito andrà cercato nell’indurimento della forma. Ma è proprio in questa durezza formale, che la mimesi si reintroduce come antidoto alla durezza della vita.

La relatrice

Silvia Vizzardelli insegna Estetica Musicale all'Università della Calabria. È relatrice dei "Quaderni di Estetica e Critica" (Bulzoni). Ha pubblicato i volumi: La miniatura del dono di sé Pudore, illusione e durata nell'estetica musicale di Vladimir Jankélévitch (1998); L'esitazione del senso. La musica nel pensiero di Hegel (2000); Il poeta dei suoni e il semplice musicista. Liszt interprete di Hegel (2000); Battere il tempo. Estetica e musica in Vladimir Jankélévitch (2003). Ha inoltre curato il volume La regressione dell'ascolto. Forma e materia sonora nell'estetica musicale contemporanea (2002).
Attualmente si occupa della filosofia musicale di Adorno, alla quale ha dedicato il corso universitario di quest'anno.

Il recital

Prima parte

 

Seconda parte

 

 

Arnold Schönberg - Sechs kleine Klavierstücke op. 19

Igor Stravinsky - Sonata

Anton Webern - Variazioni op. 27

Béla Bartók - Allegro barbaro

Il pianista

Antonio Ballista, pianista, clavicembalista, direttore d’orchestra, fin dall’inizio della sua carriera si è dedicato all’approfondimento delle espressioni musicali più diverse e alla composizione di programmi di rara inventiva e originalità.
Dalla fine degli anni ‘50 suona in duo pianistico con Bruno Canino, una formazione di ininterrotta attività la cui presenza è stata fondamentale per la diffusione della Nuova Musica e tuttora per l’azione catalizzatrice sui compositori.
Ha suonato con direttori come Abbado, Boulez, Chailly, Maderna, Muti ed è stato invitato nei più prestigiosi festivals (Parigi, Edinburgo, Varsavia, Berlino, Strasburgo, Venezia, Maggio Musicale Fiorentino).
Fra i compositori che hanno scritto per lui ricordiamo Berio, Bussotti, Castiglioni, Donatoni, Morricone e Sciarrino.
Ha effettuato tournées con Berio, Dallapiccola e Stockhausen e ha collaborato con Boulez, Cage e Ligeti in concerti monografici.
È direttore dell’ensemble “Novecento e oltre”, una formazione stabile per l’esecuzione sia della musica del Novecento storico che delle più recenti tendenze, da lui fondata nel 1995.
Ha inciso per RCA Wergo, EMI. Per ventitré anni è stato titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio di Milano.

 

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6 novembre 2003 4 06 /11 /novembre /2003 17:09

Il pensiero musicale indiano

Conferenza di Carlo Serra (Seminario Permanente di Filosofia della Musica, Milano)
Recital di canto indiano Dhrupad di Amelia Cuni, accompagnata da Federico Sanesi alle percussioni
Giovedì 6 novembre 2003, ore 20.30 - Cinema Teatro, Chiasso
 
 
La conferenza
Come ogni riflessione filosofica che entri in contatto con il mondo della musica, la cultura indiana elabora una ricerca sulla materia (il suono), sullo spazio (la disposizione delle note musicali) e sul tempo (la strutturazione ritmica che organizza gli eventi sonori).
A chi entri nel mondo della trattatistica musicale indiana, si fa incontro una ricca vena di temi metafisici, che riguardano la struttura della materia, i suoi aspetti sensibili, le componenti matematiche in grado di tradurne le relazioni.
La tradizione indiana guarda così con grande attenzione alla dimensione del suono, sviluppando un' ampia gamma di riflessioni sulla sua natura, sul modo più esatto di suddividerlo in altezze musicali, sulle emozioni che evoca nell’animo umano. Nel trattato Sangitaratnakara (Oceano di gemme della musica ), scritto nel 1204 d C. da Sarngadeva si assiste ad un elogio del suono, dei suoi aspetti materiali e delle sue valenze cosmologiche: nel mondo che ci circonda i suoni pervadono ogni elemento, riempiono il corpo, toccano la coscienza, vi si imprimono come sigilli, con la valenza di un principio divino, che opera fuori e dentro di noi.
Il potere emotivo della musica, la sua capacità di nutrire alcuni stati d'animo e di combatterne altri, diventa, per i teorici indiani, motivo di riflessione sistematica sugli aspetti che collegano il risuonare delle note alle disposizioni della coscienza: si tratta del rapporto che coniuga rasa e raga.
Il termine rasa, nella cultura hindu, si ricollega, originariamente, all'esperienza del decantare, e indica sapore, aroma, un elemento che connota l'esperienza di qualcosa, che gli imprime il proprio carattere, pur rimanendo concettualmente inafferrabile: da qui il suo significato di essenza, di ambito privilegiato, sottratto al controllo del linguaggio, momento topico che ogni evento artistico deve sollecitare nello spettatore, come prescrive il Natyashastra di Bharata (300 a. C.).
Raga indica quel tessuto di regole che organizza la qualità del movimento lungo una struttura scalare, ma significa anche essere colorato, venir toccato, emozionarsi, trarre piacere da: il raga è forma musicale che tocca, sollecita l'ascoltatore.
Un'esperienza così delicata, che entra a pieno titolo nella dimensione del sacro, deve poter prendere forma in una dimensione temporale circolare e ritualizzata: il tala è il sistema ritmico che segmenta ed isola l'esperienza musicale dal fluire del tempo. Battendo il tempo dell'esecuzione, articola il processo temporale, organizzandone la forma. Il pensiero musicale indiano presenta così una riflessione su materia, spazio e tempo, all'interno della dimensione estetica dell'ascolto.
Il termine estetico va colto in tutta la sua ampiezza e non implica esclusivamente un riferimento al bello, ma al costituirsi delle relazioni fra attività dell'ascolto e trasposizione immaginativa del materiale della percezione.
La conferenza sarà dedicata ad un approfondimento di questo tema, che la cultura musicale indiana elabora, nelle sue varianti, con grande chiarezza.
 
 
Il relatore
Carlo Serra è nato a Milano nel 1959, dove si è laureato in filosofia su relazione di Giovanni Piana presso la cattedra di Filosofia Teoretica dell'Università Statale di Milano, con una tesi su La concezione dello spazio musicale nel pensiero di Jacques Chailley. Collabora alla rivista De musica , annuario on line del Seminario permanente di Filosofia della Musica. Ha partecipato all'attività della cattedra di Filosofia Teoretica I, con lezioni e seminari tra cui, nell'anno accademico 1998 - 1999, il ciclo Intendere l’armonia, sull'evoluzione del concetto di armonia da Eraclito a Keplero. Attualmente sta preparando un testo sulle componenti connesse alla tematica delle strutture scalari in Jacques Chailley ed alle sue relazioni storiche con l'analisi continuista dello spazio musicale in Aristosseno. Dirige con Elio Franzini , Giovanni Piana e Paolo Spinicci il sito Spazio filosofico e la collana Il Dodecaedro.
 
 
Il recital
Il DHRUPAD è il genere più antico della musica colta dell'India del Nord (XV-XVI sec.), influenzato dalle pratiche dello yoga del suono (NADA YOGA) e tramandato oralmente da famiglie d'arte. Il canto dhrupad si è evoluto nel corso dei secoli facendosi tramite tra la musica dei templi e quella delle corti, tra sacro e profano e viene oggi considerato il fondamento della musica indostana. L'aspetto introspettivo e meditativo si alterna a strutture ritmiche e improvvisazioni di grande vitalità, i vocalizzi ai versi poetici.
 
 
La cantante
Amelia Cuni è apprezzata interprete di canto dhrupad. Ha vissuto e studiato in India dal 1978 per più di dieci anni con noti maestri quali R.Fahimuddin, Bidur Mallik e D.C. Vedi. Ha inoltre appreso la danza KATHAK e le percussioni. Dal 1987 insegna e si esibisce in Europa, dove si occupa di vari progetti che confrontano tradizione e sperimentazione. Ha realizzato numerose produzioni e collaborazioni discografiche. Insegna canto indiano al conservatorio di Vicenza nell'ambito di un corso sperimentale. Vive a Berlino.


 

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4 novembre 2003 2 04 /11 /novembre /2003 17:09

L'estetica musicale nel Novecento

Conferenza di Enrico Fubini (Università di Torino)
Martedì 4 novembre 2003, ore 20.30 - Biblioteca Salita dei Frati, Lugano
 
 
La conferenza
Per l’estetica musicale il Novecento è un secolo lungo e denso di storia (e non solo per l’estetica musicale!) in quanto la speculazione musicale è strettamente legata ai grandi e numerosi mutamenti intervenuti nella musica. Il pensiero estetico è stato polarizzato infatti dalle radicali rivoluzioni linguistiche e dalle sfide che esse hanno costituito per gli stessi filosofi: prima la crisi della tonalità e la perdita delle certezze, l’avvento dell’atonalità e poi della dodecafonia, ed infine le avanguardie darmstadtiane e post-darmstadtiane sino a quella che si può chiamare l’odierna restaurazione.
Il dibattito tra fautori della dodecafonia e avversari della dodecafonia, nella prima metà del secolo, è denso di risvolti estetici, filosofici ed ideologici. Così il dibattito estetico nella seconda metà del secolo è dominato anzitutto dalla figura di Adorno e dalla conseguente ideologicizzazione delle due figure contrapposte di Schönberg e Strawinsky. La riflessione filosofica sul senso del linguaggio musicale o meglio sulla negazione stessa dell’idea di linguaggio con le avanguardie irrazionaliste degli anni sessanta e settanta ha ancora dominato il dibattito estetico degli scorsi decenni.
In questi ultimi anni l’estetica musicale ha indubbiamente risentito della generale crisi del pensiero speculativo. Si può affermare che oggi viviamo nel ‘dopo Adorno’: l’ultimo pensatore che ha ancora avuto con la sua vastissima opera un’indubbia portata estetica e filosofica. Oggi l’estetica musicale, abbandonata ogni pretesa totalitaria, si è sviluppata piuttosto in campi più settoriali, come la psicologia della musica, l’educazione musicale, la sociologia della musica, la riflessione sui mass-media ecc.. Difficile predire il futuro perché la speculazione sulla musica è ed è sempre stata strettamente legata ai destini stessi della musica, e la musica a sua volta non è un’isola chiusa ed autosufficiente, ma è immersa, sia dal punto di vista creativo, sia dal punto di vista fruitivo, nel mondo circostante con tutte le sue tensioni ed i suoi problemi.
 
 
Il relatore
Enrico Fubini, nato a Torino 1935, insegna Storia della musica nell'Università di Torino e si interessa principalmente di storia dell'estetica musicale.
Tra le sue opere, Gli enciclopedisti e la musica, Torino, Einaudi 1971; Musica e linguaggio nell'estetica contemporanea, Torino, Einaudi 1973; L'estetica musicale dall'antichità al Settecento, Torino, Einaudi 1976 e 2002; L'estetica musicale dal Settecento a oggi, Torino, Einaudi 1987; Musica e pubblico dal Rinascimento al Barocco, Torino, Einaudi 1984; Musica e cultura nel Settecento europeo, Torino, Edt 1986; La musica nella tradizione ebraica, Torino, Einaudi 1994; Estetica della musica, Bolgna, Il Mulino 1985.


 

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