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18 luglio 2012 3 18 /07 /luglio /2012 11:09

 

 logosfsi

Circolare ai Soci

Luglio 2012

Cari Soci,

prima della pausa estiva, ci permettiamo di informarvi sommariamente sulle attività della Società Filosofica della Svizzera italiana previste per la seconda parte dell’anno 2012.

Contenuti e date non sono ancora del tutto definiti e possono subire cambiamenti.

Lettura di un classico: ciclo di incontri su Essere e tempo di Martin Heidegger

Alla luce della positiva esperienza degli scorsi anni, anche quest’anno è previsto un ciclo di letture di un’opera significativa del pensiero contemporaneo. Si tratta del libro di

Martin Heidegger (1889-1976)

Essere e tempo

Bocca (tr. it a cura di Pietro Chiodi), Milano 1953 (poi UTET, Torino 1969 e Longanesi, Milano 1970).

Prima ed. tedesca: Sein und Zeit, in „Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung“, 8, Halle 1927.

Gli appuntamenti saranno quattro.

I primi tre incontri, animati dai membri della SFSI, saranno dedicati alla presentazione del testo, alla lettura di brani significativi e alla discussione di alcune delle principali tematiche sollevate. Si terranno, come gli scorsi anni, presso la Biblioteca del Liceo cantonale di Lugano 1 (Palazzo degli Studi, Viale Cattaneo, 6900 Lugano, I.° piano), con inizio alle ore 20.15, secondo il seguente calendario :

Martedì 25 settembre 2012

Martedì 2 ottobre 2012

Martedì 9 ottobre 2012

Concluderà il ciclo la conferenza, presso la Biblioteca cantonale di Bellinzona, di uno studioso del pensiero di Martin Heidegger:

Martedì 16 o mercoledì 24 ottobre Relatore da definire

Per una prima introduzione al ciclo e al testo, riportiamo qui di seguito ampi stralci della voce del Dizionario delle opere filosofiche (a cura di F. Volpi), Bruno Mondadori, Milano 2000, dedicata al libro di Heidegger, seguita da una breve nota biografica relativa al pensatore. 

L’opera fondamentale di Heidegger, che rappresenta uno dei vertici della filosofia del Novecento e del pensiero occidentale, ha come fine l’elaborazione del problema del senso dell’essere, argomento che da Platone e Aristotele costituisce (in quanto “ontologia” o “metafisica”) il nucleo centrale dell’indagine filosofica. L’originalità di Heidegger si esprime già nell’approccio a tale problema: non si deve sviluppare un’astratta dottrina dell’essere, ma si deve invece mostrarne il senso anzitutto in quell’ente che lo pone, cioè nell’uomo. Poiché l’uomo, diversamente da tutti gli altri enti, si rapporta in forma interrogativa all’essere, e in particolare al proprio (alla propria “esistenza”), Heidegger mette in risalto in modo d’essere dell’uomo e lo chiama “esserci” (Dasein), non intendendo però la propria ricerca come un’antropologia filosofica. Nell’introduzione viene conferito al problema dell’essere un “primato ontologico” rispetto agli ambiti oggettuali circoscritti dalle scienze e dai loro concetti fondamentali. La fondazione di queste diverse ontologie verrà offerta da un’”ontologia fondamentale”, che deve scaturire da un’”analitica esistenziale” dell’esserci il cui centro è l’idea che l’essere non si rapporti solo “onticamente” agli enti, ma che esso cerchi anche di comprenderli nel loro essere. Questa comprensione dell’essere viene definita da Heidegger “ontologica”. […]

Delle tre sezioni previste inizialmente, 1) “L’analisi fondamentale dell’esserci nel suo momento preparatorio”; 2)”Esserci e temporalità”; 3) “Tempo ed essere”, furono elaborate solo le prime due. Più tardi Heidegger ha fornito contributi sia per la terza sezione, sia per la seconda parte prevista dell’opera.

Nella prima sezione la “costituzione fondamentale” dell’esserci viene determinata come “essere nel mondo”. Heidegger distingue il modo in cui l’esserci è nel mondo da quello degli altri enti, e definisce i caratteri dell’esserci come “esistenziali”, contrapponendoli alle “categorie” tradizionali, adatte alla comprensione degli enti diversi dall’esserci. Una tesi fondamentale dell’opera è che l’ontologia tradizionale (per esempio di Descartes) ha determinato l’esserci secondo “categorie”inadeguate al modo di essere di quest’ultimo. Solo l’uomo “esiste”, cioè si rapporta all’ente non umano e a se stesso nella forma della comprensione dell’essere. Egli ha da essere il suo proprio essere, può scegliersi in base alle proprie possibilità. L’elaborazione degli “esistenziali” in funzione del problema dell’essere procede in modo ermeneutico, cioè in un circolo: mentre nella prima sezione vengono messi in luce fenomenologicamente i modi dell’essere “inautentico” dell’esserci, nella seconda sezione essi vengono ripetuti in connessione con la temporalità, cioè con l’orizzonte “autentico” della vita dell’uomo. […]

Secondo Heidegger l’ontologia tradizionale non ha colto l’essere dell’esserci in modo originario a partire dalla temporalità e dunque in essa non c’è una via che conduca “dal tempo originario al senso dell’essere” (par. 83).

Martin Heidegger nasce nel 1889 a Messkirch, nel Baden, figlio del sagrestano della chiesa cattolica di San Martino. Terminato il liceo e dopo un noviziato estivo presso un collegio dei Gesuiti, rinuncia alla vocazione religiosa e studia teologia presso l’Università di Friburgo in Brisgovia, frequentando anche le facoltà di scienze matematiche e naturali. Poi si orienta verso la filosofia e nel 1913 ottiene il dottorato con una tesi su La dottrina del giudizio nello psicologismo. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola come volontario, ma viene esonerato per ragioni di salute, anche se in seguito sarà richiamato e impiegato nelle retrovie. Nel 1915 ottiene la libera docenza in filosofia con una tesi sulla dottrina delle categorie nel filosofo medievale Duns Scoto. Dal 1916 inizia a insegnare presso l’università di Friburgo, divenendo anche assistente di Edmund Husserl. Nel 1917 si sposa con rito cattolico, ma nel gennaio del 1919 rinuncia alla fede cattolica. Dal 1923 al 1928 è professore all’Università di Marburgo. La fama dei suoi corsi di diffonde rapidamente in Germania e fra i suoi allievi spiccano figure come Karl Löwith, Hans-Georg Gadamer, Hans Jonas. Vi è anche la giovanissima studentessa Hannah Arendt, con la quale ha una relazione sentimentale. Nel 1927 pubblica Essere e tempo e nell’autunno del 1928 torna all’Università di Friburgo come successore di Husserl. Nell’aprile del 1933 è nominato rettore di quell’università e in occasione dell’assunzione ufficiale della carica tiene un discorso intitolato L’autoaffaremazione dell’università tedesca, in cui manifesta il suo sostegno al nazionalsocialismo. Resterà comunque in carica per meno di un anno. La rinuncia al rettorato è dovuta a dissensi col regime, attinenti, pare, all’aspirazione del filosofo ad un ruolo guida nella politica culturale, proposito che aveva suscitato forti opposizioni all’interno del partito nazista. A causa della connivenza col regime, alla fine della guerra Heidegger subì la condanna all’’interdizione all’insegnamento, provvedimento che fu revocato nel 1949. In questi anni cadde in una profonda depressione. Sono comunque sempre mancate da parte di Heidegger una vera e propria chiarificazione e una valutazione critica del suoi rapporti con il nazionalsocialismo.

Tornando alla vicenda filosofica, dopo la pubblicazione di Essere e tempo egli avvia una fase di revisione delle posizioni espresse nel volume del 1927, operando quella che egli stesso considera una svolta (Kehre). Da questi sviluppi nasceranno, negli anni successivi, numerosi scritti, spesso frutto dei corsi universitari. Una parte di essi sono pubblicati in tre importanti raccolte: Sentieri interrotti (1950), Discorsi e saggi (1954) e Segnavia (1967). Heidegger vi sviluppa una critica radicale della civiltà della tecnica e della modernità. Fra gli altri importanti scritti pubblicati in vita possiamo ricordare; Kant e il problema della metafisica (1929), Delucidazioni sulla poesia di Hölderlin (1944), ), Che cosa significa pensare? (1954), Il principio di ragione (1957), Identità e differenza (1957), In cammino verso il linguaggio (1959), La tecnica e la svolta (1962), Nietzsche I e II (1961). Martin Heidegger muore il 26 maggio 1976. Un anno prima, in un’intervista al settimanale Spiegel, aveva pronunciato la frase “Ora soltanto un Dio ci può salvare”.

Dal 1975 è iniziata presso l’editore Klostermann di Francoforte la pubblicazione delle opere complete, che dovrebbe comprendere 102 volumi.

 

Café-philo

In autunno riprenderanno anche gli ormai tradizionali appuntamenti del Café Philo: 

Martedì 16 o martedì 23 ottobre 2012

Martedì 13 novembre 2012

Martedì 4 dicembre 2012

 

Conferenze

Fare politica oggi?

La Società Filosofica della Svizzera italiana e l’Associazione Biblioteca Salita dei Frati intendono organizzare congiuntamente nel corso dell’autunno del 2012 un ciclo di conferenze sul tema “Fare politica oggi?”.

Il punto interrogativo è importante, perché si tratterebbe di esaminare se esistono oggi le condizioni del "fare politica" che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento (assunti il fascismo ed il nazismo come un momento di crisi e di possibile fine della civiltà politica quale si è venuta formando nell'età moderna), condizioni del mondo materiale ed intellettuale che hanno permesso processi di emancipazione: decolonizzazione e affermazione e diffusione dei diritti (non solo politici ma sociali, nonché «di terza generazione», oggi largamente dibattuti, intesi come diritti non più individuali ma collettivi, inerenti non a individui ma a gruppi umani).

Ai relatori, specialisti di saperi e metodologie diverse, verrà chiesta un'impostazione problematica, un’analisi di aspetti determinati della crisi della politica in relazione a profonde trasformazioni in corso, riassumibili per comodità nella categoria della "globalizzazione". Quanto all'aspetto "profetico", cioè alle prospettive di una "politica del futuro", si ritiene opportuno lasciare la questione sullo sfondo, un orizzonte aperto e irrinunciabile ma non prioritario, di non farne il focus del ciclo: hic et nunc è indispensabile stare tra tradizione e situazione, prioritaria pare la critica.

Il ciclo si articola in quattro incontri, a ritmo settimanale: tre conferenze e un dibattito finale.

Il primo incontro (7 novembre 2012) dovrebbe essere affidato a uno storico;

il secondo (14 novembre 2012) ad un filosofo della politica ;

il terzo (21 novembre 2012) a un sociologo.

il quarto (1° dicembre 2012), in forma di dibattito, a tre politici, svizzeri e italiani, espressione dei tre principali filoni della cultura politica novecentesca (quella liberale, quella della sinistra e quella cattolica) e sarà organizzato in collaborazione con la Rete2 della Radio Svizzera di Lingua italiana (RSI).

Sede degli incontri sarà, per i primi tre, la sala di lettura della Biblioteca Salita dei Frati, a Lugano, mentre l’ultimo si terrà probabilmente allo studio 2 della RSI, a Lugano-Besso.

 

“Atmosferologia” e nuove correnti della fenomenologia.

La SFSI, in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, organizza una conferenza di Tonino Griffero sul concetto di atmosfera, che si terrà martedì 8 novembre 2012, alla Biblioteca cantonale di Bellinzona.

Tonino Griffero insegna estetica presso l’Università di Roma Tor Vergata e nel volume Atmosferologia. Estetica degli spazi emozionali (Laterza, Roma-Bari 2010) sviluppa una riflessione sulla percezione delle atmosfere che si ricollega a nuove correnti della ricerca fenomenologica sviluppatesi in Germania.

Su tutte queste attività forniremo informazioni più precise al termine della pausa estiva.

Augurando a tutti una bella estate, salutiamo cordialmente.

Il Comitato della SFSI

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