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2 dicembre 2014 2 02 /12 /dicembre /2014 08:15

Jean-Paul Sartre

(Parigi 1905-1980), figura emblematica della cultura del Novecento, iniziò negli anni Trenta la sua attività di scrittore e di filosofo, strettamente legata, soprattutto a partire dal dopoguerra, all’interesse per la politica con la fondazione della rivista “Les Temps Modernes” nel 1945. Da allora fu tra i massimi rappresentanti dell’impegno dell’intellettuale nella società. Nel suo esordio sulla scena culturale si dedicò contemporaneamente alla composizione di una serie di saggi di filosofia fenomenologica, da L’imagination (1936) a L’Imaginaire (1940), e alla stesura di un romanzo filosofico, La Nausée (1938), che gli diede grande fama. Durante la guerra Sartre pubblicò la magistrale sintesi L’Être et le Néant (1943), in cui sviluppò sistematicamente la sua ontologia dualista e la sua concezione tragica dell’esistenza umana.
Nei testi teatrali Les Mouches (1943) e Huis clos (1944) espresse alcune delle acquisizioni raggiunte, come l’assoluto della libertà nell’uomo e l’irrisolvibilità del rapporto intersoggettivo.
L’esperienza della guerra segnò profondamente il suo pensiero filosofico: la dimensione morale e politica dell’esistenza divenne la tematica costante e distintiva della sua opera. Significative, per l’ampia divulgazione che ebbero, furono le posizioni da lui espresse nella conferenza L’Existentialisme est un humanisme (1945). Negli anni successivi, contrassegnati da un’intensissima attività di scrittore, Sartre si avvicinò al comunismo e la sua riflessione si spostò sul rapporto fra esistenzialismo e marxismo, tema a cui è dedicata la Critique de la raison dialectique (1960); egli tuttavia condannò l’intervento dell’Unione Sovietica in Ungheria nel 1956 e si staccò dal Partito comunista francese. Continuò a coltivare i suoi interessi e le sue ricerche letterarie con la pubblicazione dell’opera autobiografica Les Mots (1963) e del monumentale studio su Flaubert L’Idiot de la famille (1971-1972). Grande discussione suscitò la sua scelta di rifiutare il Premio Nobel per la Letteratura, che gli era stato conferito nel 1964.

Brenno Bernardi

ha compiuto gli studi di filosofia all’Università di Friburgo conseguendo il dottorato con la tesi Studio sul significato di ‘esse’ ‘forma’ ‘essentia’ nel primo libro dello “Scriptum in libros Sententiarum” di San Tommaso d’Aquino (Peter Lang, Berna, 1984), una ricerca sul vocabolario dell’essere del pensatore medievale. Dal 1970 al 2010 è stato docente di filosofia nei licei di Lugano e di Bellinzona. È stato il primo presidente della Società Filosofica della Svizzera Italiana (1984 - 1985) ed è tutt'ora membro di comitato. Ha pubblicato Annotazioni per un’educazione alla filosofia nei licei su “Studia philosophica” (Schwabe, Basilea, 2006). Su Sartre e la Svizzera nel 2009 e 2010 ha tenuto conferenze a Ginevra, Neuchâtel e La Chaux-de-Fonds.

 

Sartre-Jean-Paul  Brenno Bernardi

 

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Published by filosofia-sfsi - in Attività 2014