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15 ottobre 2002 2 15 /10 /ottobre /2002 17:01

Utopia e storia

Relatore: Remo Bodei (Università di Pisa)
Martedì 15 ottobre 2002

 

La conferenza

Sta drasticamente diminuendo la capacità di pensare a un futuro collettivo, di immaginarlo al di fuori delle proprie aspettative private. La storia appare quindi a molti orfana di quella logica intrinseca che si credeva dovesse indirizzarla verso un determinato obiettivo: il progresso, il regno della libertà o la società senza classi. Tramonta una cultura, che - tra Ottocento e Novecento - aveva indotto miliardi di uomini a ritenere che gli eventi marciassero ineluttabilmente in un certa direzione, annunciata o prevedibile. Si è rotto il dispostivo che aveva prodotto l'ibridazione reciproca tra utopia e storia: l'utopia, accettando le ragioni del realismo e della concretezza storica, aveva mitigato le sue pretese e le sue promesse, giungendo sino al punto di fondersi con la storia; la storia, a sua volta, non più guidata da un disegno divino, si era dotata di un significato e di una razionalità intrinseci, attribuendosi un'inquietudine che dovrebbe comunque spingerla, seppur attraverso fasi tragiche, verso il progresso. Questo reciproco innesto ha prodotto un'utopia frenata o una storia dinamizzata, un sistema di controllo degli interventi umani sulla realtà che non intende rinunciare ai grandi progetti di trasformazione, né smettere di prendere sul serio le cause rimuovibili che li bloccano o li condizionano per tempi più o meno lunghi. Si ripropone ora il problema di una storia non garantita dinanzi all'inatteso e senza obiettivi lontani.

 

Il relatore

Remo Bodei è professore di storia della filosofia all'università di Pisa, dopo essere stato a lungo docente nella Scuola Normale Superiore della stessa città. Ha studiato e insegnato in diverse università e istituzioni culturali europee e americane. Insegna ora, come recurrent visiting professor, alla University of California, di Los Angeles.
La sua ricerca scientifica è stata inizialmente indirizzata sull'idealismo classico tedesco e sull'estetica e la politica dell'età di Goethe e della fine dell'Ottocento; si è occupato in seguito del pensiero utopico del Novecento e della filosofia politica italiana e francese; nell'ultima decade si è dedicato invece alla tematica delle passioni e dei desideri, dell'identità personale e collettiva e del rapporto tra memoria e oblio. Oltre a numerosi articoli, versioni ed edizioni di testi, tra i suoi molti libri, tradotti in varie lingue, si possono ricordare: Scomposizioni. Forme dell'individuo moderno (1987); Hölderlin: la filosofía y lo trágico (1990); Ordo amoris. Conflitti terreni e felicità celeste (1991); Geometria delle passioni (1991); Le prix de la liberté (1995); Le forme del bello (1995); La filosofia nel Novecento (1997); Se la storia ha un senso (1997); Il noi diviso. Ethos e idee dell'Italia repubblicana (1998); Le logiche del delirio. Ragione, affetti, follia (2000); I senza Dio. Figure e momenti dell'ateismo (2001). Fa parte del comitato di direzione di alcune associazioni scientifiche internazionali e di riviste come "Teoria politica", "Iride", "Cultura tedesca", "Atque", "Pluriverso", "Carrefour", "Anthropology and Philosophy", "Philosophy and Social Criticism" e "European Journal of Philosophy".


 

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Published by filosofia-sfsi - in Attività 2002
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