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8 maggio 2001 2 08 /05 /maggio /2001 13:07

Etica e natura

Relatore: Antonio Da Re (Università di Padova)
Martedì 8 maggio
 
La conferenza
Agli inizi del Novecento i Principia Ethica di G.E. Moore, un'opera molto influente sul dibattito successivo, metteva in guardia nei confronti di un'utilizzazione in ambito etico troppo disinvolta e acritica del riferimento alla natura. In particolare Moore sollevava l'accusa della cosiddetta "fallacia naturalistica" verso quelle teorie che concepiscono il bene morale come una proprietà naturale, che può essere quindi oggetto di descrizione fattuale e scientifica. Per un lungo periodo di tempo è sembrato quindi che l' "etico" e il "naturale" dovessero percorrere sentieri nettamente divaricati. Gli ultimi decenni del Novecento hanno al contrario segnato un evidente riavvicinamento, se non un vero e proprio incrocio, tra i due itinerari. Le diverse espressioni del pensiero ecologico (biocentrismo, patocentrismo, fisiocentrismo, antropocentrismo moderato) hanno riportato d'attualità il tema della possibile tangenza tra "etico" e "naturale", riproponendo nel contempo la tradizionale problematicità del riferimento alla natura, che a volte si presenta in modo sottodeterminato (il naturale come biologico o meramente fattuale), a volte in modo sovradeterminato (la particolare "natura" dell'uomo come spirito e cultura). Dopo aver preso in esame alcune espressioni del dibattito contemporaneo giudicate riduttive (il naturalismo evoluzionistico, il naturalismo "debole" di ispirazione humeana, il naturale come antiartificiale), la relazione si soffermerà brevemente su alcuni aspetti della teoria aristotelica, prendendo lo spunto da alcune interpretazioni recenti. Soprattutto si prenderà in esame la questione se sia ancora possibile (e produttivo) giustificare l'etica a partire dal riferimento alla natura. Tale riferimento, qualora si dia, non potrà essere diretto (nel qual caso si presenterebbe come una giustificazione alla fin fine ideologica), ma solamente indiretto; l'eventuale appello al "naturale" esige necessariamente la mediazione della ragion pratica e si presenta come un'istanza controfattuale, quasi-formale, critica nei riguardi di qualsiasi solidificazione tradizionalistica, autoritaria (o anche relativistica) dell'etica.

 

Il relatore
Antonio Da Re insegna Storia della filosofia morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Padova. La sua attività di ricerca riguarda l'etica filosofica, l'etica applicata e la filosofia tedesca contemporanea, con particolare riferimento all'etica materiale dei valori e all'ermeneutica filosofica. Attualmente svolge ricerche attinenti a una ricognizione critica del dibattito etico contemporaneo alla luce di alcune tipiche nozioni del pensiero morale, quali i concetti di virtù, di felicità, di dovere, di bene, ecc.. È direttore della rivista Etica per le professioni. Questioni di etica applicata, membro della "Max Scheler Gesellschaft" di Monaco e "corresponding editor for Italy" per la rivista Ethical Theory and Moral Practice. An International Forum (Kluwer Academic Publishers). Tra le sue pubblicazioni: L'ermeneutica di Gadamer e la filosofia pratica, Rimini 1982; L'etica fra felicità e dovere, Bologna 1987; Il ritorno dell'etica nel pensiero contemporaneo, Padova 1988; La saggezza possibile. Ragioni e limiti dell'etica, Padova 1994; Tra antico e moderno. Nicolai Hartmann e l'etica materiale dei valori, Milano 1996. Di imminente pubblicazione è un lungo saggio intitolato Figure dell'etica, in C. Vigna (a cura di), Introduzione all'etica, Vita e pensiero, Milano 2001.


 

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Published by filosofia-sfsi - in Attività 2001